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Back In Time

Back In Time: SYD BARRETT – Barrett (1970)

È stata una scoperta tardiva questa di “Barrett”, quando ormai dei Pink Floyd sapevo tutto lo scibile. Tuttavia Syd per me è sempre stato qualcosa di molto più grande dei Pink Floyd, se solo la sua mente gli avesse permesso di esprimersi per qualche altro anno sarebbe sicuramente diventato qualcosa di grandioso, ancora più di quello che è stato. Ricordo un’estate torrida e il corriere che porta un pacco di CD tra cui uno con una copertina piena di insetti, l’aprii subito e rimasi incantato dalla disinvoltura e dalla semplicità con cui le canzoni fluivano dallo stereo, “Barrett” era come una siringa di calma iniettata in vena.

Per un ragazzo abituato a musica spesso più estrema, sarebbe potuto sembrare un disco frivolo e di poco spessore e invece quella voce mai del tutto intonata e quelle sferzate di chitarra acustica come pennellate violente su una tela, mi hanno colpito più di tutti i distorsori degli anni 2000. Anche il mood generale sì, era sull’happy, blueseggiante, un po’ scanzonato… ma aveva un motivo! Non era semplicemente la superficialità di sorridere e dimenticarsi di tutto il resto – era un immergersi totalmente in qualsiasi cosa, bella o brutta, buona o cattiva, e galleggiarci dentro come una barchetta di legno su un oceano sconfinato. È quella per me la fonte della spensieratezza di “Barrett”: la consapevolezza profonda di essere un piccolo nulla in mezzo all’infinito

Una canzone in particolare tengo nel cuore, Dominoes. Alla batteria un David Gilmour a fare da papà a questo genio bambino incontrollabile e alle tastiere un allegro Richard Wright che si diverte come quando all’asilo giochi col tuo migliore amico. Il testo poi “You and I and Dominoes, the day goes by” un’ode al tempo perso, a tutte quelle volte che ci si sente fermi, incastrati da qualcosa o qualcuno mentre il tempo inesorabilmente continua la sua folle corsa. Dominoes mi ha accompagnato in momenti non propriamente felici, mi ha aiutato a superare delle situazioni di forte stress psicologico ed emotivo, con il suo andazzo altalenante ma rassicurante e mi ha insegnato la contemplazione e l’infinita bellezza del vivere la noia e di abbandonarsi ad essa, perché non è necessario continuamente fare cose alla velocità della luce nella vita, a volte è necessario fermarsi e rendersi conto di essere, semplicemente esistere senza opporre nessuna resistenza.

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