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Goldenground

GOLDENGROUND: Nude Guitars

Goldenground

Esiste un mondo sommerso, una selva di persone, passioni e cuori che stanno dietro alla musica e che ogni giorno la nutrono con amore paterno, nascosti dietro le quinte della scena. Goldenground va a scavare negli intricati tunnel dell’undeground per portare alla luce le scintillanti pepite d’oro sparse in tutta italia e per dare voce a chi è solito dare voce alla musica.

Si parla di strumenti oggi, strumenti pensati, voluti e realizzati in Italia. Mi riferisco a Nude Guitars, marchio fiorentino creato da Gabriele Fabbri, Gabo per gli amici, chitarrista e artigiano verace e sanguigno non si lascia mai scappare l’occasione di fare del casino e di ridersela di gusto. Tanto Gabo ama la goliardia e gli scherzi (a questo proposito, se vi sentite un po’ giù di corda, vi consiglio di andare a seguire i suoi post su Facebook, mi ringrazierete!) tanto la passione e la serietà profusa nella sua attività sono intense ed autentiche e i suoi strumenti ne sono la prova tangibile. Sotto il marchio di Nude Guitars vengono prodotti strumenti a corde, principalmente chitarre e bassi dalle caratteristiche uniche e particolari, tutte rigorosamente fatte a mano una per una.

Nude Guitars

Ma parliamone con il diretto interessato, dicci Gabo, com’è nata l’avventura di Nude Guitars? E perché questo nome così libertino? In laboratorio indossi indumenti sicuri vero? Cioè almeno indossi indumenti..?
E dai no! anche tu con la battuta!?!?!?! … “come” è nata! Hai presente il brutto vizio DIY alla Dischord (etichetta punk hardcore statunitense ndr)? Tipo vedi una cosa che vorresti e ti viene voglia di costruirtela da solo! Ecco Nude Guitars è nata così, 5 anni di progetti prove andate male, prototipi sbagliati (3), porte in faccia, strade sbagliate e soldi buttati… Avevo in mente una chitarra costruttivamente semplice, decimale, dissacrante e minimale con manico in alluminio vuoto, tastiera in legno/plastica incassata e con misure dell’impugnatura da chitarra e non sottili o strette per sopperire al peso. Un manico da poter intercambiare con altri body di altre forme utilizzando legni nostrani inusuali e a km0.
I pick-up dovevano essere montati sull’alluminio per ricavarne le sonorità ma circondati dal legno per guadagnane in risonanza e in connubio con lo scasso dell’alluminio creare una conseguente gabbia di faraday per avere il completo silenzio da ferma. Fatta di materiali caldi e freddi in totale armonia e giusto bilanciamento, dove c’è legno ci deve essere alluminio e dove c’è alluminio ci deve essere il legno in giusta percentuale yin e yang (si ho la fissa per le filosofie cinesi) direi che queste sono state le mie prime importanti regole. Ho imparato questo lavoro nel tempo e ho cominciato lavorando alla Glass Master di Torino, i più anziani se la ricorderanno, dopo anni di customizzazioni riparazioni e realizzazione di strumenti su richiesta capii che dovevo realizzare un mio prodotto che infrangesse un po’ le regole canoniche della liuteria, immaginavo un brand che avesse un’immagine e un’attitudine più da band DIY piuttosto che da classica marca di chitarre seriosa e professionale…
La bottega non fa per me! sono socialmente un disastro e preferisco creare secondo le mie regole. Partì da carta millimetrata righello e lapis attraverso ore di disegni C.A.D. per finire a trovare una affidabile e collaborativa azienda che potesse realizzare il mio progetto. Chi lavora con grosse frese a controllo numerico in Italia fa grandi numeri, produzione di armamenti, sonde spaziali e meccanica di precisione, non ha certo tempo da perdere con una stupida chitarra! il primo prototipo me lo sbagliarono totalmente e c’erano degli errori, per il secondo ci vollero 2 anni ed era da modificare il terzo fu abbastanza definitivo … per fortuna adesso ho trovato chi crede nel mio progetto e mi sta aiutando, ma ci sono voluti molti anni. 
Successivamente pubblicai una foto su Instagram “hey io ho fatto questo!” e così iniziarono le prime realizzazioni ad amici e conoscenti e le prime spedizioni all’estero… per il nome volevo una lettera iniziale che fosse la paletta stessa e dopo molte prove la “N” era quella giusta e il caso vuole che il mio gruppo si chiamasse Nudist e fondamentalmente era ed è una chitarra semplice con materiali grezzi e non artefatti …NUDE! In laboratorio ho freddo d’inverno e caldo d’estate, non è esattamente un posto accogliente o la ordinata e pulita boutique liuteristica di classe, c’è polvere legno e solventi e io taglio, freso, scarto, macchio e faccio esperimenti… un casino! … al culmine però rimetto a posto…giuro!

Quali sono i modelli a cui si ispirano i tuoi strumenti? Dalla pagina leggiamo Travis Bean e Obstructures, cosa prendi da ciascuno di questi brand per il tuo processo costruttivo?
La più grande ispirazione la quale non mi sento neanche degno di citare è il grande Maestro Wandre! dissacrante e rivoluzionario sempre contro corrente ma con intelligenza e consapevolezza un dio per me. Diciamo che Obstructures mi ha dato lo start e l’ispirazione e Travis lo stile e le regole ma ho voluto cercare di racchiudere le principali caratteristiche di modernità e 70’s style di entrambi ma costruttivamente con le 3 inclinazioni tipiche Gibson costituito da paletta, manico e body ossia l’arco armonico che non è esattamente fatto a caso!
(ndr. di profilo questi tre elementi sulle chitarre Gibson non sono in linea. Questo in liuteria è un arco armonico che genera risonanza e sustain). Mentre invece Obstructures e Travis Bean per motivi costruttivi più semplici si sviluppa su di un unico piano un po’ come Fender…questa mia imposizione costruttiva è stata uno dei primi motivi e difficoltà di realizzazione…ma ci tenevo! e dovevo.

Nude Guitars
(Xabier Iriondo con Nude Guitars – foto di Giuseppe Ferrari)

Sappiamo che le chitarre Nude sono principalmente in legno con manico in alluminio, spiegaci come mai queste scelte, cosa vuoi ottenere a livello sonoro dalle tue creazioni? Sentiti libero di andare sul tecnico!
Probabilmente non c’è nulla di tecnico, non ritengo di essere così intelligente da aver previsto e programmato come suonassero le mie chitarre, ma ho cercato di attuare e rispettare delle regole che mi sono imposto e che secondo me dovevano assolutamente esserci, come ti spiegavo il giusto equilibrio tra materiali e la semplicità senza dover/voler essere troppo legato al tipico alusound (aluminum sound ndr) dei marchi citati.  Quello che voglio ottenere è che lo strumento suoni veramente bene sotto tutti gli aspetti: tibro, sustain, attacco corda e corpo; e che lo strumento sia veramente TUO. È un processo di maturità e consapevolezza di cosa vuoi ottenere dal tuo strumento o come dico a tanti è uno strumento da adulti e non più il chitarrista/bassista che si adatta al budget e alle sonorità dello strumento acquistato, ma è l’utilizzatore stesso a pretenderne le prestazioni e le qualità desiderate…direi che è questo il passaggio successivo e le differenze da avere una chitarra qualsiasi ad avere la TUA chitarra…quasi come uno stupido daimon che ti segue!

Come nasce una chitarra Nude? Come si interfaccia il cliente con te per la realizzazione del suo strumento? Sei tu a guidare principalmente la discussione o ti lasci “trascinare” dalle richieste, bizzarre che siano?
Proprio per il motivo di cui sopra cerco di conoscere il cliente il meglio possibile capirne le sonorità i gusti e il carattere cercando di entrare nel suo modo di vedere o pensare. Naturalmente e questo lo metto in chiaro prima, l’ultima parola estetica è e deve essere la mia! il marchio è mio e la faccia sulla realizzazione ce la metto io, non posso soddisfare qualsiasi richiesta colore o forma…mi è già capitato di rifiutare progetti… insomma se vuoi una Stratocaster, perché ti rivolgi a me? Si parte con idee, richieste, foto, colori e un PROJECT FORM guida che serve a me per capire di cosa stiamo parlando per farne un preventivo e al cliente per farsi domande che non si era posto.


(Hate & Merda con Nude Guitars)

Tempo fa ho visto una tua demo che mi ha fatto cadere la mascella per terra, stavi provando una Nude in plexiglass, aveva un suono enorme! Spiegaci un po’ come funziona la scelta di altri materiali oltre ai tuoi “canonici”, dobbiamo aspettarci qualche sorpresa in futuro? 
Sono contento e sorpreso di questo perché i miei “demo” sono una vera schifezza! Li faccio male e in modo molto casuale…si, sbagliando lo so, non ci credo molto in quel tipo di promozione. Il plexiglass è stato un “BASTA OK!!!” dopo svariate richieste di preventivo e dopo averne ricevute 4 in un giorno, ho ceduto. Non ci ho mai creduto molto “come suona Gabo?” “male suona!! è plastica!!”. E invece mi sono dovuto ricredere, ha un suo carattere e suono molto particolare molto scavato sulle medie e risuonante ma secondo me poco dinamico, che per alcuni è un pregio specialmente nei bassi, unico inconveniente la pesantezza!!! Ma sto risolvendo realizzando body molto più sottili di spessore. Si in futuro c’è già un progetto in realizzazione e utilizzare un unico materiale… ma non posso spoilerare. E di canonico come sempre e per sempre avrà veramente poco.

Seguo con molto interesse il lavoro di Stefania degli OVO, Alos il suo progetto solista. Ho visto che hai costruito uno strumento apposta per lei, di cosa si tratta? ci spieghi come hai pensato di aiutare sonoricamente Stefania nei suoi progetti?
Stefania è una persona veramente magica con cui ho subito avuto un feeling naturale come se la conoscessi da tempo…o almeno per me è stato così! Infatti è stata un processo quasi casuale l’ideazione tramite le sue richieste e idee e la spontanea realizzazione del mitico CHAOS SCEPTER. Come avere da tempo la scarpa giusta per la giusta Cenerentola! (ride) mi ucciderà sicuramente! Ogni tanto mi piace andare in giro in spiagge di riserva naturale e non ripulite per i bagnanti a cercare legname e radici devastate dal tempo e l’acqua per giocarci e farci “cose” da accumulare. Sulla spiaggia di Alberese GR trovai questa radice corta probabilmente di Ginestra o Pino tagliata malamente in più punti, l’avevo da anni a casa e ancora non capisco come faccia a sopportare tranquillamente il tiraggio di due corde da basso!!!

Nude Guitars

Ho visto molti artisti imbracciare delle Nude oltre a te (ahah), di recente Riccado dei Loro, ma anche Michele dei Nadsat, Zano dei Demokhov gli Hate & Merda e addirittura Xabier Iriondo sul palco con gli Aftehours aveva la sua bella Nude Flying V. Com’è il rapporto con gli artisti che usano le tue creazioni? Vi sentite spesso?
Beh si certamente siamo una famiglia, o almeno a me piace pensarla così (vieni anche tu nei NUDE boys) sono persone con cui nel periodo della realizzazione dello strumento mi sento per telefono o per messaggi quasi quotidianamente … diventa quasi naturale rimanere in buoni rapporti, per ora sembrano tutti soddisfatti… sembrano!  Devo dire che l’amicizia e le “recensioni” gratuite che mi tornano indietro è la più grande motivazione e soddisfazione per me e una grande spinta a continuare.

Ho volutamente tralasciato la tua band per chiedertelo ora, quanto hanno influito i Nudist su Nude Guitar ? è il tuo “banco di prova” oppure è il tuo fine ultimo? Immagino sia comunque utile avere una sensazione di come suonano le tue creazioni attraverso la tua musica, no?
Beh, si certo i “regaz” del gruppo devo assolutamente ringraziarli, sopportano le mie modifiche, prove e scleri. certe volte arrivo alle prove o ai concerti con pezzi di chitarra smontati e fischianti… devo anche a loro tutto ciò!

Ok Gabo, siamo alla fine, l’ultima domanda riguarda il come poterti contattare nel caso un nostro lettore sia interessato ad uno dei tuoi strumenti.
Come ripeto a tutti per ora e spero si mantenga tramite: nudelab@gmail.com Sto cercando di far uscire un sito in cui potrai costruire progettare e chiedere un preventivo per la tua chitarra, ma non vorrei e spero di non perdere il rapporto diretto e amichevole con i miei ragazzi… ci tengo!

Grazie mille del tempo che ci hai dedicato, ti auguriamo un buon lavoro! Fai il bravo ne! 
Grazie infinite a voi che cercate sempre di mettere in luce lo scuro! continuate così! ottimo lavoro!

Nude Guitars

 

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