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Back In Time

Back In Time: SONIC YOUTH – Confusion Is Sex (1983)

Sonic Youth

Come in un film di Kieslowski, la trama e la tecnica utilizzati sono limitati, scarni, asciutti, privi di quelle ridondanze tanto care a molti esponenti del panorama artistico. Questo ridursi all’essenziale è il medium voluto per fare attraversare in modo secco e netto uno stile che deve arrivare dritto in faccia, senza ulteriori mediazioni. Chi riceve questo colpo deve possedere l’opportuna schermatura, lo scudo giusto, insomma, un certo tipo di orecchio, altrimenti quei suoni risulterebbero semplicemente molesti. Per scoprirlo, per capire se abbiamo le orecchie giuste e ascoltare con piacere ed esultanza “Confusion is Sex” non ci sono esercizi da fare, né percorsi alternativi da compiere: si tratta di selezione naturale.

Non sono stato così precoce da andare a comprare il nuovo dei Sonic Youth a sei anni quindi stavolta non sarà un racconto in stile “io c’ero”. Cioè, c’ero ma ero piccolo e, più che altro, i Sonic Youth non erano arrivati al pubblico italiano. Nessuno li conosceva in Italia nel 1983 quindi, l’unico elemento autobiografico che inserisco è che li conobbi quasi 10 anni dopo, quando uscì “Dirty” e mi innamorai di loro grazie al video di 100%, dopodiché, “Experimantal Jet Set Eccetera” permettendo, andai a ritroso alla scoperta dei dischi più datati fino ad arrivare a “Confusion is Sex“.

Sonic Youth

In questo album siamo davanti ad un esempio classico, ci troviamo di fronte al dialogo Platonico: quello che non ripete, quello che crea, quello che fa sorgere qualcosa che prima non esisteva. Con questi suoni, con queste strofe, l’elettricità dormiente in natura viene evocata e fatta sorgere al giorno. Pura e crudele, immensa e terribile, fastidiosa e irresistibile. Trattandosi appunto di una creazione autentica, di un vero e proprio parto, ciò che viene alla luce resta inattuale e non risente delle mode. Per cui “Confusion is Sex è accostabile a pochi, forse a “Spiderland” degli Slint o “Unknown Pleasures” dei Joy Division.

La scena newyorkese faticava a varcare i confini cittadini e ai tempi della produzione e registrazione ci fu, per questo album, un discreto susseguirsi di disastri (vedi, per esempio, la miglior versione di Shaking Hell cancellata accidentalmente mentre si re-incideva la voce di Kim o il master inondato di Coca Cola…) insomma, la Confusione regnava ed era il presente, altroché il “Next” e tutti erano certi che poca gente avrebbe sentito quel disco, eppure, poco dopo, farsi vedere in giro per Downtown con i Sonic Youth era la cosa più cool del momento, perché l’ondata No Wave era finalmente una scena proprio grazie ai Sonic Youth che riuscirono a conciliare l’art music con il rock e “Confusion is Sex” aveva certamente un’anima rock, più precisamente hardcore, la cui scena era al suo apice mentre l’avanguardia stava tramontando e qui si trattava si superare l’ aggressività semplicistica e gretta mantenendo lo stesso impatto sul palco, un palco sovrabbondante di fisicità, di caos.

Fin dalla copertina in pieno stile fotocopia spinta come nella tradizione della Xerox, quelle con tanto di pinzature e scotch nero per tenere insieme il tutto, Confusion era il prodotto di due elementi: la No-Wave capitanata dal geniale compositore Glenn Branca e la cotta mostruosa di Thurston Moore per il punk/hardcore di provincia, perché, secondo la mentalità diffusa nell’ underground, il meglio arrivava da fuori città, e il motto era “Fuck New York”. L’hardcore era quindi una cosa seria, rispecchiava la piccola cittadina, la dimensione “small town” della costa est mentre la metropoli era vista come la faccia borghese della scena musicale, quello che ha fatto sì che Thurston, Kim e Lee si distinguessero è stato probabilmente che erano più vecchi e colti.

Ma se vogliamo cercare di dare un senso a “Confusion is Sex” dobbiamo concentrarci sull’ironia. Quando Thurston urla “Confusion is next, and beyond it is freedom” sta buttando giù un manifesto anarchico, per poi arrivare a storpiare il nome della propria band con il ritornello “Sonic tooth” (Dente sonico)! E che dire della Gordon che canta: “ Vieni qui, ti leverò i vestiti ti scrollerò via la carne” o lo stesso titolo “La Confusione è il Sesso”?

È per questo che sono diventati quello che sono, e non meteore come potrebbero essere i Daughters oggi, di cui probabilmente nessuno tra qualche anno si ricorderà; la grandezza sta nel genio, nell’autoironia, nell’avere un messaggio evitando di prendersi troppo sul serio, nell’attingere da sottoculture mitiche quali la Beat Generation – sfido chiunque a scrivere testi di questo calibro senza aver fagocitato Ginsberg.

I Sonic Youth hanno semplicemente vissuto il loro tempo in modo autentico, cercando di dare il meglio a livello artistico, e adesso capiamo perché non abbiano eredi ma solo degli sprovveduti  “wannabes”. Perché oltre a “Confusion is Sex“c’era una scena di rabbia, contro il sistema sì, ma sterile. Thurston non canta che il mondo è fottuto e sta per finire, bensì canta “She’s in a Bad mood” “Lei è di cattivo umore ma io non posso cascarci”.

Questo non è il lavoro di cui tutti abbiamo memoria, ma è il capolavoro silente, quello che, senza che nessuno se ne accorgesse, ha cambiato le percezioni verso una maggiore apertura sonora e ha liberato qualcosa, ha avvicinato i fruitori dell’arte moderna dell’ Upper West Side al punk e al CBGB’S. Improbabili e inattuali. Sonic Youth is Next.

Sonic Youth

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