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Larsen – Tiles

2019 - Hypershape Records
sperimentale

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Tracklist

1. First Song
2. Barroom Philosopher Pt. 1
3. She’s So So
4. Barroom Philosopher Pt. 2


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Per chi non lo sapesse il larsen è l’innesco che si può creare tra il microfono e gli altoparlanti, quel feedback che penetra nel cervello e che può arrivare a creare danni seri all’attrezzatura e ai timpani. Per Larsen la band invece nessun danno ai timpani ma una dolce colata di miele e cristalli di vetro giù per la gola.

In questo spettrale EP “Tiles”, portato alle nostre orecchie dall’ottima Hypershape Records, succede che una delle più blasonate band sperimentali italiane fa squadra con Little Annie, altra illustre artista americana storica voce dei Crass, per dare vita ad una collaborazione ardita e coraggiosa, a mio parere pienamente riuscita.

L’ascolto è godibile e fluido, perfetto per rilassarsi e staccare la spina dalle noie quotidiane, tuttavia c’è anche qualcosa di destabilizzante, qualcosa di nascosto che credo sia proprio nella contrapposizione tra i Larsen e Little Annie. Provo a spiegarmi: la band stende un tappeto di limpide trame ipnotiche e reiterative che inducono un senso di calma, come un limbo cognitivo che sospende il senso della realtà per qualche minuto, mentre la voce vetrosa e ruvida di Little Annie con il suo sciolto stile spoken-word ci porta pesantemente alla realtà rompendo questo stato di astrazione creato dalla musica.

È vero che la cantante non fa altro che declamare in modo estremamente casual e disinvolto alcune linee con una poetica quotidiana e semplice, ma è proprio la sua semplicità che conferisce alla musica quel pregnante senso di contingenza; è un po’ come se io quella voce potessi sentirla in qualsiasi momento della giornata, sensazione che arriva in perfetto contrasto con gli arrangiamenti sognanti e irreali dei Larsen. Quindi, la musica ci porta sulle nuvole e la voce ci ancora i piedi alla terra, una situazione di equilibrio estremo e di alienazione completa.

Quello dei Larsen è un esperimento interessante e innovativo, qualcosa che va al di là di una semplice collaborazione tra due artisti, è un’unione di forze creative che insieme superano gli schemi di genere andando ad agire sull’emozione e sulla rappresentazione sonora dell’emozione stessa. Al solito un buon disco non è facilmente descrivibile a parole e senza dubbio questo è il caso di “Tiles”, un ascolto consigliatissimo a tutti gli appassionati di musica sperimentale, di viaggi sonori e di viaggi in generale.

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