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Back In Time

Back In Time: RAMMSTEIN – Mutter (2001)

Madre! Un fronte di copertina con un feto immerso nel liquido amniotico che sembra pronto ad aprire gli occhi per vedere la luce: nascere! Che ci crediate o no, sono passati esattamente diciotto anni da quando è nato “Mutter“, uno de capolavori più importanti della storia dei Rammstein. Fu guardando la prima scena del film “xXx”, nel 2002, che notai l’energia della musica di questo gruppo, nonché la loro presenza scenica: fuoco e fiamme sputate con lanciafiamme dalla bocca e un frontman con tanto di cresta e espressioni da vero folgorato. Non mi soffermai più di tanto sull’apparenza, sebbene mi colpì, ma in fondo si trattava di un film e ritenevo improbabile che la band che appariva fosse davvero quella reale. Però la musica la trovai intensa, carica e imponente al punto che andai subito a cercare quale gruppo l’avesse partorita. Così mi resi conto che Feuer Frei! riportava solo in minima parte ciò che i Rammstein rappresentano: un gruppo che ha creato un connubio portentoso di industrial metal scolpito dallo stridente idioma tedesco, che crea un impatto grottescamente incisivo ed inquietante.

Ascoltai e riascoltai questo album, e i due precedenti che mi ero perso, trovando molte particolarità stilistiche. Ad esempio gli elementi di musica elettronica cuciti finemente dal magistrale tastierista Christian “Doktor Flake” Lorenz, che definì il genere del gruppo come metal elettronico. Rimasi colpito anche dalle tematiche e dai testi, mai banali, ma intensi, profondi e spesso provocatori ed irriverenti. Ad esempio guardando il video di Mein Herz Brennt (letteralmente il mio cuore sta bruciando), mi accorsi come una ninna nanna inquietante e decadente si fondeva con immagini legate al mondo della sadomaso, dell’orrido e del grottesco: gabbie, maschere di pelle, disperazione e cannibalismo lanciano addosso un senso di soffocante angoscia. Tutto ciò è ancora più efficace e marcatamente onirico nella bellissima versione acustica con pianoforte e voce.

A proposito di cannibalismo, il tema del grottesco e della provocazione ha sempre contraddistinto questo gruppo. Non capita tutti i giorni di leggere un articolo che riporta: “Germania shock caso del cannibale ispira canzone di band metal tedesca!”. Quando lessi il nome dei Rammstein e della loro Mein Teil, (letteralmente la mia parte) dell’album “Reise, Reise” del 2004, non rimasi affatto sorpreso. Il concetto portato avanti dalla band, per loro stessa ammissione, è sempre stato quello di intendere la provocazione come qualcosa di finalizzato ad uno scopo, non solo per scioccare, ma per far riflettere.

In “Mutter” sono racchiuse tutte le modalità di comunicazione musicale che il gruppo tedesco ha nelle corde: alternano brani più frenetici come Zwitter o Adios, marce di metallo elettrico, come Ich Will o Link 2 3 4, ma anche pezzi melodici, profondi e intensi, come la title track o Nebel. La versatilità espressiva e lo stile di questo gruppo sono qualcosa di realmente innovativo: partendo da gruppi come i Nine Inch Nails di Reznor o i Ministry di Jourgensen, i Rammstein mischiano le carte e aggiungono qualcosa di diverso, di inconsueto, diventando una delle band più rappresentative del genere industrial a partire dalla seconda metà degli anni novanta.

Nel 2013 arrivò il giorno in cui, finalmente, li vidi dal vivo: mi ricordai quando vidi per la prima la prima volta la band in quella scena di “xXx”, dicendomi “bella questa roba! pensa se una band facesse realmente uno spettacolo così con questa musica!”. Avendo, in seguito, capito che quella era una band vera, che Lindemann e compagni non erano attori e che facevano parecchio sul serio, assistetti ad uno spettacolo incredibile ed irriverente: scaletta perfetta con impeccabile precisione esecutiva di brani magnifici in mezzo ad effetti pirotecnici e falli giganti che sparavano schiuma sul pubblico delle prime file. Anche il pubblico e il clima del concerto mi lasciò piacevolmente sorpreso, in quanto mi resi conto poco a poco che, intorno a me, c’erano anche tanti tedeschi alcuni con tutta la famiglia al seguito, bambini compresi.

Rammstein

Era evidente che la band ci mette sempre tutta l’energia che ha e che, nello spettacolo, nulla è lasciato al caso. Infatti, in un’intervista, la chitarra solista Richard Kruspe sottolineò che tutta la band tiene particolarmente alla perfezione di tutto lo show e che Lindemann è facile all’ira se anche solo una fiamma non si accende al momento giusto. Insomma, quando uno dice che i tedeschi sono precisi, non gli si può dar torto, ma, in questo caso, il risultato è veramente entusiasmante.

Questo gruppo, della così detta Neue Deutsche Härte, rappresenta insieme ai Korn di Davis una delle realtà più innovative del panorama metal di fine millennio. Il 28 di marzo di quest’anno è uscito il nuovo controverso singolo Deutschland e il nuovo album sta per arrivare, a dieci anni dall’ultimo “Liebe ist für alle da”, le aspettative sono sempre alte quando il marchio è Rammstein.

 

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