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Giovanni Truppi – Poesia e civiltà

2019 - Universal
songwriting

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Tracklist

1. Borghesia
2. Quando Ridi
3. Conoscersi In Una Situazione di Difficoltà
4. I Miei Primi Sei Mesi Da Rockstar
5. L’Unica Oltre L’Amore
6. Mia
7. Adamo
8. Due Segreti
9. Le Elezioni Politiche Del 2018
10. Ragazzi
11. Ancient Society


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A volte non ci si sente all’altezza di parlare di un album. Sentendo il nuovo album di Giovanni Truppi viene contemporaneamente la voglia di andare in terapia, scrivere ad un ex per scusarsi di tutto il male che ci si è fatti e di rivalutare una parte di vita che si è ignorata per anni.

Poesia e civiltà”, l’album si intitola così. La civiltà assume qui un duplice significato, sia intesa come cultura occidentale ed europea, sia intesa come senso civico, educazione e delicatezza, concetti forse dimenticati. Un album educato che in punta dei piedi ti infila un coltello nella pancia quando meno te l’aspetti.

Il quarto disco del cantautore napoletano, è un punto di svolta nella sua produzione musicale. Avrebbe potuto fare un album più facile e vincente, sarebbe bastato piegarsi leggermente all’estetica e al sound dell’indie pop più recente. Eppure Truppi decide di restare fedele al suo cantautorato teatrale, non avendo paura di essere spudoratamente romantico e vulnerabile invece di nascondersi sotto layers di ironia.

Borghesia, brano di apertura dell’album si rivolge appunto alla classe borghese, ormai giunta alla fine dei suoi giorni. E’ bastato poco per dimostrarne l’inconsistenza, “sono bastati un paio di secoli” e si è rapidamente sbriciolata. Ottimi arrangiamenti eleganti arricchiti da una vena ironica che rende tutto più leggero.

C’è sempre un riferimento al sesso e alla sensualità, nei testi di Truppi: Quando ridi è una ballad romantica che ricorda i Belle and Sebastian, e si viene colpiti dalla sua capacità di creare immagini con le parole, come la nazione di sole a cui viene paragonata la protagonista del brano.

Il vero highlight dell’album è la terza traccia: Conoscersi in una situazione di difficoltà è un brano splendido. Con un andamento strisciante composto da tappeti elettronici ossessivi in lontananza l’interpretazione di Truppi è di una delicatezza e potenza che ha dell’incredibile. All’ascolto ci si vuole spogliare dalle sovrastrutture per arrivare all’essenza minima delle cose. Menzione d’onore per l’accento napoletano dell’artista, che impreziosisce l’interpretazione: la pronuncia di cuòre sarebbe da incorniciare.

I miei primi sei mesi da rockstar il brano più divertente dell’album, pur nel racconto di un’overdose di un amico. Il grande talento interpretativo e di scrittura di Truppi riesce ad rendere interessante anche un giro di chitarra e di batteria che altrimenti risulterebbe banale e ci si ritrova a cantare a voce alta con lui anche quando si ascolta il pezzo in cuffia.

L’unica oltre l’amore è un film con un finale a sorpresa: si parla misteriosamente per 3 minuti di un valore che divide l’umanità dall’inizio della sua storia , che si rivela essere la differenza tra chi parteggia per i vincitori e chi parteggia per i perdenti. Una rivelazione che dà via ad una coda strumentale che prosegue per altri 3 minuti. Una risoluzione splendida, che non perde d’impatto anche ad un secondo ad un terzo ascolto.

Mia è una canzone struggente, sulla fine di un amore. Grazie alla magia narrativa di Truppi rimane imprigionato per sempre il ricordo della donna oggetto del suo amore, il suo ricordo fisico e sensuale nelle sue parole. Il verso “vuoi non vuoi sei mia” assume quindi un duplice significato, da una parte la meravigliosa capacità di catturare il ricordo di una persona in una canzone, dall’altro la consapevolezza di Truppi di fare qualcosa simile ad una violenza nel mettere così a nudo un’altra persona ad un pubblico.

I due brani successivi, Adamo e Due segreti sono forse i pezzi minori dell’album. Adamo, dedicato al padre, risulta un po’ troppo piatta rispetto al resto del disco, Due segreti è un pezzo molto classico, senza alcun difetto particolare, ma che non brillando particolarmente di originalità sarebbe dovuta forse esser addirittura eliminata.

Le elezioni politiche del 2018 , ha un ottimo groove elettronico per una canzone che parla di un evento così drammaticamente deprimente come le ultime elezioni politiche. In questo brano, come anche in Ragazzi, la traccia successiva, sembra quasi di sentire parti di un musical, nel migliore senso possibile, canzoni teatrali da cantare tutti insieme.

Si conclude l’album con la delicatissima Ancient Society, che riprende i temi di Borghesia.

La fine del capitalismo e la descrizione degli effetti che ha avuto sui suoi sudditi è il filo conduttore dell’album. La civiltà descritta da Truppi sta morendo, ma l’album si conclude con una flebile speranza. Speranza che dalla sua distruzione possa rinascere la vera società civile, in cui anche la poesia riconquisti il suo spazio.

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