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Bad Religion – Age Of Unreason

2019 - Epitaph
melodic hardcore punk

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Tracklist

1. Chaos From Within
2. My Sanity
3. Do The Paranoid Style
4. The Approach
5. Lose Your Head
6. End Of History
7. Age Of Unreason
8. Candidate
9. Faces Of Grief
10. Old Regime
11. Big Black Dog
12. Downfall
13. Since Now
14. What Tomorrow Brings
15. The Profane Rights of Man (bonus)


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Cosa si può dire o aggiungere di non già risaputo sui Bad Religion, vera e propria istituzione del punk hc mondiale dall’inizio degli anni 80? Difficile aggiungere qualcosa ai quasi quarant’anni  ormai di onorata carriera, eppure vale la pena ancora una volta soffermarci sul loro valore perché probabilmente mai come oggi il messaggio politico della band californiana è quanto mai attuale.

I loro testi critici nei confronti della società sono diventati nel corso dei decenni dei veri e propri inni, quindi figuriamoci se di questi tempi non potevano essere quanto mai importanti vista l’aria pesante che tira non solo oltre oceano ma anche nel vecchio continente e più in generale in tutto il resto del pianeta.
Age Of Unreason“, diciassettesimo lavoro in studio che a detta di Brett Gurewitz, chitarrista fondatore non solo della band californiana ma anche della Epitaph, storica etichetta che neanche a dirlo ancora una volta li sostiene, vuole rappresentare per loro stessa ammissione i valori “dell’illuminismo” tanto cari a Greg Graffin e soci. Nel mirino di questa nuova fatica il principale bersaglio è soprattutto il quarantacinquesimo presidente degli Stati Uniti Donald Trump e la sua politica sovranista, protezionista,  populista, fondata sulla paura e che insieme all’imperare di fake news e tanta ignoranza ha contribuito a far uscire allo scoperto o rifiorire in maniera massiccia germogli anzi germi solo sopiti purtroppo di becero nazionalismo, razzismo ed intolleranza in generale, paura del diverso e di tutto ciò che non sia omologato ad un pensiero comune. “Age Of Unreason” sbatte in faccia tutto questo in quattordici episodi.

Quattordici canzoni ispirate anche dal punto musicale e che dimostra inoltre che un cambio generazionale purtroppo non c’è stato visto che portabandiera di questo genere sono ancora cinque ultra cinquantenni  che sono però ancora decisamente in forma. Fin dall’iniziale Chaos From Within le loro peculiari caratteristiche come i ritmi serrati, grinta, la presenza di cori sempre azzeccati oltre al gusto per la melodia risultano invariate, quest’ultima specificità è ancora più evidente nella successiva My Sanity o in generale nei brani più tranquilli come Lose Your Head, End Of History, nella ballata Candidate o in Since Now. Non mancano però anche pezzi veloci al fulmicotone come Do the Paranoid Style, la title track, Faces Of Grief ed Old Regime.

Si spera quindi che l’ennesima preziosa lezione impartita dai maestri Bad Religion aiuti a prendere coscienza ma soprattutto una netta posizione critica nei confronti di una società ed un mondo che sta decisamente andando a rotoli, quindi non mi resta che dire ancora una volta grazie ai Bad Religion!

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