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Rod Modell – Captagon

2019 - Tresor
elettronica / techno

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Tracklist

01. Triangulation 
02. Reiki 
03. ITO 
04. Riga 
05. Jade 
06. Tracer 
07. Scrawler 
08. Qurra 
09. Air-Port 


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Rod Modell è uno di quei nomi che, se siete appassionati di un determinato genere, resta un’icona. Se poi siete appassionati dei generi che lui è riuscito a mescolare, allora beh, è semplicemente un mito. Nello specifico, è riuscito ad unire l’ambient, la dub e la techno come un tutt’uno. Sia come solista che con il progetto Deepchord (e poi sì, c’è stata un’ultima parentesi con il progetto Our Lady Of The Flowers, disco passato – forse giustamente – in sordina che creava un ambient dub dilatato a cavallo tra un possibile Will Long e un dub molto rarefatto), è riuscito a mantenere la propria cifra stilistica tant’è che, quando è uscito recentemente l’ultimo “Auratones” per Soma nel 2017, non abbiamo più pensato che fosse uscito il nuovo disco di Deepchord ma che fosse di nuovo uscito il disco dei Deepchord.

Giochi di parole a parte, l’ostinata ricerca, per non dirla piuttosto ossessionata, ha ricalcato il percorso che in qualche modo Modell ha inventato, fino al parossismo, all’autocitazione, alla parodia, ma che è sempre stata comunque apprezzata, visto che è stato il primo a sdoganare in maniera “epica” per certi versi, questa commistione di generi con immensi affreschi, piani sequenza sonori capaci di evocare ambientazioni, prima ancora che manierismi.

Ma veniamo ad oggi: sono stati fatti pochi passi, ma grandi: passando dall’etichetta DDS, per Soma, fino ad arrivare oggi alla label culto berlinese Tresor con questa ultima creazione “Captagon”. Se la cifra stilistica di RM sono sempre stati gli scarti del genere (i fruscii, gli effetti, i rumori di fondo che coprono ciò che della techno è la protagonista (i ritmi, le pulsazioni, l’espansione delle frequenze, il battito ben definito), che rimane comunque tale, ma ormai lievemente slavata, lontana, priva di definizione come passata sotto VHS.

Come Rod Modell, il Nostro non si faceva vedere da un pezzo e la testimonianza che abbiamo è il suo approdo alla TRESOR con questo “Captagon” che ha un vero unico aggiornamento del suo sound: il ritmo. Se infatti Modell si muoveva entro bpm tra downtempo e dub, adesso è dichiaratamente techno, molto più dancefloor oriented evitando inoltre qualsivoglia elemento etereo. La cosa che emerge di più è infatti la digitalizzazione del suono che lascia un po’ da parte le armonie dedicandosi ai rumori di fondo e ai suoi innesti ritmici (una su tutte la tracia Ito che coi su scrocchiare di noise arriva fino ad interferenze dark. Un altro esempio è Reiki in cui lka dub-techno ritorna ai suoi vecchi sfarzi lanciandosi in escursioni ambient. Non mancano attacchi diretti come Scrawler piena di minimalismo e di suoni diffusi in ampiezza.

Rod Modell ripercorre le sue orme e si ritrova (nuovamente). Ha asceso una scala che ha lanciato e di cui non più si rimembra.

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