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Ringworm – Death Becomes My Voice

2019 - Relapse Records
hardcore / metalcore

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Tracklist

1. Death becomes my voice
2. Carnivores
3. Acquiesce
4. Do not resuscitate
5. Dead to me
6 The God of new flesh
7. I want to tear the world apart
8. Dying by the design
9. Separate realities
10. Let it burn
11. Final division


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Lo ammetto, non mi sono applicato, negli ultimi anni. Ho perso, lentamente ma inesorabilmente, la voglia di seguire quello che stesse avvenendo nella scena hardcore new school americana se non in rarissimi casi, rimanendo fedele a quei pochi appigli corroborati dalla forza del tempo. I gruppi che seguo ancora assiduamente si contano sulle dita di una mano. Per quanto riguarda i Ringworm, poi, la situazione è davvero tragica: ero rimasto allo split coi Cold as Life e avevo praticamente divorato poi quei tre inevitabili classiconi che rendono “Justice Replaced by Revenge” un album ancora apprezzabile nostante la svolta metalcore della band di Cleveland fosse già nettamente segnata.

Questo nuovissimo “Death Becomes My Voice”, invece, è un disco totalmente metalcore. Ma già si sapeva, si immaginava. Il terzo album completo su Relapse non avrebbe potuto essere diversamente, e il risultato è abbastanza rosicato. Carnivore, che segue l’evitabilissima entrée di Death Becomes My Voice, è per esempio una canzone troppo spezzettata tra deathcore e rock’n’roll, dura troppo e finisce con un telefonatissimo mosh. Acquiescence sembra un lentone, ma poi parte con un gioppinato supportato da una doppia cassa che sembra messa lì per caso.

Do Not Resuscitate è un brano tutto fondato sulla doppia voce, una parlata e un’altra più sommessa e criptata, che non fa altro che confondere le idee sul genere che si sta ascoltando. Dead To Me, poi, è la lampante dimostrazione che l’arroganza di pezzi come Death Do Us Apart o Birth is Pain, nei quali si sentiva ancora l’influenza di Earth Crisis e Bane, sia andata definitivamente persa. Nemmeno I Want To Tear The World Apart e Let It Burn, che nascono come i due manifesti politici del disco, riescono a basarsi su ritornelli che rimangano impressi o su battute da singalong.

Death Becomes My Voice”è un disco che non mi piace e che non rimarrà nella memoria dei fans, anche quelli più accaniti e fedeli, dei Ringworm. Un gruppo che è stato capace di cambiare pelle ripetutamente seguendo le voghe dei diversi momenti musicali della scena americana, senza esser stato capace, però, a tempo debito, di arroccarsi su una propria mentalità. E nell’hardcore, arroccarsi, è il principale requisito. I Charles Bronson ce l’avevano a morte, d’altronde, con i gruppi di Clevo.

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