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Volbeat – Rewind, Replay, Rebound

2019 - Vertigo
hard rock

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Tracklist

1. Last Day Under The Sun
2. Pelvis On Fire
3. Rewind The Exit
4. Die To Live
5. When We Were Kids
6. Sorry Sack Of Bones
7. Cloud 9
8. Cheapside Sloggers
9. Maybe I Believe
10. Parasite
11. Leviathan
12. The Awakening Of Bonnie Parker
13. The Everlasting
14. 7:24


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Se conoscete i Volbeat, saprete già cosa aspettarvi dal nuovo “Rewind, Replay, Rebound”: vecchio, sano rock ‘n’roll. La passione per i suoni caldi e onesti degli scatenati anni ’50, d’altronde, non è mai stata tenuta nascosta dal quartetto di Copenaghen; al contrario, rappresenta da sempre il perno della loro musica. Perno sul quale posano tanti altri elementi diversi: heavy metal, thrash, country, punk e psychobilly sono solo alcuni tra i generi alla base della ricetta vincente di Michael Poulsen e compagni.

Nel DNA del gruppo danese coesistono in piena armonia tracce di Metallica ed Elvis Presley, di Jerry Lee Lewis e Black Sabbath, di Chuck Berry e Misfits. Tali azzardatissimi incroci di influenze, rielaborate in maniera intelligente e non scontata, hanno permesso ai Volbeat, nell’arco di quasi vent’anni di attività, di conquistare milioni di fan in Europa e in America. Gli ottimi dati di vendita registrati dalle uscite più recenti devono aver convinto i nostri ad alzare ulteriormente l’asticella e a rendere ancora più accessibile una proposta che, complice l’invidiabile talento melodico di Poulsen, non ha mai faticato particolarmente a trovare ampio spazio nell’airplay radiofonico.

Rewind, Replay, Rebound” si differenzia sensibilmente dai precedenti sei album proprio per la sua spiccatissima anima pop. La maggior parte dei brani in scaletta presenta strutture canoniche, suoni leggermente più levigati rispetto al passato e ritornelli davvero molto orecchiabili, pronti a stamparsi in testa già dal primissimo ascolto. L’antico spirito metal è vivo e vegeto: lo ritroviamo nell’ululante psychobilly di Sorry Sack Of Bones, nel riffing serrato di The Everlasting e nell’assolo di chitarra di Cheapside Sloggers, gentilmente offerto da Gary Holt (Exodus, Slayer).

In primissimo piano, tuttavia, c’è una componente hard rock che sembra arrivare direttamente dagli anni ’80: nelle canzoni aggraziate dai refrain migliori del disco (Last Day Under The Sun, Rewind The Exit, When We Were Kids, The Awakening Of Bonnie Parker e Leviathan) i Volbeat giocano con i contrasti tra tonalità maggiore e minore per conferire di volta in volta sensazioni di allegria, spensieratezza, amarezza e malinconia. Nonostante la consueta patina di anacronismo rock ‘n’roll posta a protezione, simili altalene emotive non possono non far pensare ad alcuni classici di Bon Jovi e Aerosmith. E non è un male, intendiamoci.

Il fatto è che a “Rewind, Replay, Rebound” manca un po’ di quel gusto per il selvaggio, di quel senso del pericolo da Teddy Boys metallari che era diventato un vero e proprio marchio di fabbrica del gruppo. Se ne avete nostalgia, però, non disperate: Pelvis On Fire, Die To Live (con Neil Fallon dei Clutch ospite di lusso al microfono) e Parasite faranno sicuramente al caso vostro.

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