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Oh Sees – Face Stabber

2019 - Castle Face Records
garage rock

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Tracklist

1. The Daily Heavy
2. The Experimenter
3. Face Stabber
4. Snickersnee
5. Fu Xi
6. Scutum & Scorpius
7. Gholü
8. Poisoned Stones
9. Psy-Ops Dispatch
10. S.S. Luker’s Mom
11. Heartworm
12. Together Tomorrow
13. Captain Loosely
14. Henchlock


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Mancavano solo loro. Dopo Ty Segall e i King Gizzard, ecco che anche gli Oh Sees si dimostrano incapaci di starsene tranquilli sotto l’ombrellone. Una parola crociata, due partite a carte, un bel romanzo investigativo? Niente da fare. Ad appena un anno dall’eccellente “Smote Reverser“, John Dwyer e compagni tornano a farsi vivi più ispirati ed eloquenti che mai.

Innanzitutto, un consiglio: munitevi di pazienza. Perché dico questo? Beh, “Face Stabber” – ventiduesimo capitolo nella prolificissima (e regolarissima) carriera del quartetto di Los Angeles – dura la bellezza di ottanta minuti. Una vera e propria pugnalata in faccia, che inizia con un maialino di gomma schiacciato motorikamente (The Daily Heavy) e si conclude con una jam allucinata di oltre venti minuti (Henchlock). Nel mezzo, esperimenti psichedelici molto zappiani dalle venature free-jazz (The Experimenter, Fu Xi, S.S. Luker’s Mom), qualche fulminata garage dal retrogusto proto-metal (Face Stabber, Gholü) ed intrippanti cavalcate prog-rock evocative di King Crimson e Can (Scutum & Scorpius, Poisoned Stones, Psy-Ops Dispatch). Insomma, un lavoro solido e dagli ampi margini sperimentali, decisamente in linea con i due album precedenti (“Orc” e “Smote Reverser“). L’unico difetto? Talvolta ci si perde nei cosiddetti esercizi di stile. Della serie: “bello, ma basta”.

Se dieci anni fa urlavamo entusiasti “(Thee) Oh Sees!” pronti a pogare a ritmo di garage, oggi battiamo increduli le mani sussurrando “Oh, shit…”. Dimenticate dunque le schitarrate sporche ed irrequiete di “Help” (2009). Gli ultimi tre dischi ci informano che c’è un nuovo mostro in città: si chiama Oh Sees ed è il frutto di pericolose alchimie anni Sessanta e Settanta. Le stesse copertine ne documentano la genesi e l’evoluzione: una creatura inizialmente tanto timida da non entrare nemmeno in scena (“Orc“), poi tanto potente da essere quasi fuori controllo (“Smote Reverser“) ed infine addomesticata ad hoc, pronta a far sfoggio della propria forza (“Face Stabber“).

Dalla Bay Area è tutto. Buon ascolto e alla prossima metamorfosi.

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