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Clipping. – There Existed And Addiction To Blood

2019 - Sub Pop
hip hop / sperimentale

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Tracklist

1. Intro
2. Nothing Is Safe
3. He Dead (feat. Ed Balloon)
4. Haunting (Interlude)
5. La Mala Ordina (feat. The Rita, Benny The Butcher & El Camino)
6. Club Down (feat. Sarah Bernat)
7. Prophecy (Interlude)
8. Run for Your Life (feat. La Chat)
9. The Show
10. Possession (Interlude)
11. All in Your Head (feat.Counterfeit Madison & Robyn Hood)
12. Blood of the Fang
13. Story 7
14. Attunement (feat. Pedestrian Deposit)
15. Piano Burning (composed by Annea Lockwood)


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Devono averci preso gusto i Clipping. a cimentarsi in un’impresa impegnativa come la realizzazione di un concept album. Scendono dall’astronave su cui era stato abbandonato il protagonista di “Splendor & Misery”, andando a esplorare uno scenario a loro più prossimo: i malfamati sobborghi di Los Angeles. Il registro varia dalla crime story al thriller, con elementi horror ma non di quelli in cui si cerca di fare saltare gli spettatori sulla sedia, piuttosto quelli alla Romero dove si mostra una situazione con l’intento di parlare di ben altro.

Influenza esplicitamente dichiarata dal trio è quella di John Carpenter, sia in qualità di regista che di compositore: l’estetica del video della potentissima Nothing Is Safe, per quanto ridotta a una singola immagine, non può che ricordare quella del primo “Halloween”. Si racconta di un’abitazione infestata ma non da creature sovrannaturali, bensì da spacciatori intenti a confezionare la propria merce. Una di quelle trap house che hanno dato il nome all’onnipresente (sotto)genere ma non temete: non si sta di certo facendo il verso a Travis Scott da queste parti. Sebbene il punto di partenza sia grosso modo lo stesso, con un oscuro loop di pianoforte a dettare il passo, la traccia si sviluppa come un funambolico crescendo di synth e batterie, con Daveed Diggs a sfidare se non le leggi della fisica, sicuramente quelle della respirazione con continue accelerazioni e decelerazioni.

In He Dead la trama s’infittisce in territori più propriamente ambient, con un organo a rendere il tutto più sinistro. La Mala Ordina, si evince già dal titolo, non poteva che essere un pezzo gangsta rap. Non c’è proprio possibilità di sbagliare, prova ulteriore ne sia l’ospitata di El Camino e Benny The Butcher, pesi massimi di quel giro in forza alla sempre più seguita etichetta/crew Griselda. Anche in questo caso non ci si pensa nemmeno a conformarsi alla norma, stendendo un tappeto sonoro altamente instabile che inizia a lasciar trapelare il solito amore per il noise. Club Down rottama qualunque cosa partorita da 50 Cent in carriera, senza nemmeno l’ausilio di una sezione ritmica propriamente detta.

Will Hutson e Jon Snipes non possono proprio rinunciare al proprio corredo genetico industriale, infatti lo sfoggiano con la consueta classe sulla poliritmica Story 7 e la dilaniante The Show. Tratti somatici comuni anche ad Attunement, prima di lasciare spazio ai ben diciotto minuti di rumori di Piano Burning, ideale sottofondo di una lunga sequenza finale posta in chiusura dello storytelling delineatosi pezzo dopo pezzo. In Blood Of The Fang la simbiosi tra hip hop e sintesi diviene semplicemente perfetta: un sample gospel, una batteria che più trap di così non si potrebbe, le consuete bordate rumoristiche e Diggs che demolisce il suprematismo bianco, piegando al proprio volere sintassi e semantica come un domatore alle prese con la più feroce delle belve.

Lavoro estremamente elaborato e stratificato, “There Existed An Addiction To Blood” fa proprio il linguaggio del rap di alto consumo, adattandolo a esigenze narrative decisamente più complesse e a una concezione musicale che continua a guardare in tutt’altre direzioni. La tensione rimane sempre alta, i personaggi sanno come farsi ricordare e i colpi di scena non mancano. Un vero e proprio film sonoro da gustarsi prestando attenzione a ogni singolo fotogramma trasmesso dal padiglione auricolare al cervello.

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