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Coldplay – Everyday Life

2019 - Parlophone / Atlantic
pop

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Tracklist

Sunrise

1. Sunrise
2. Church
3. Trouble In Town
4. BrokEn
5. Daddy
6. WOTW / POTP
7. Arabesque
8. When I Need A Friend

Sunset

1. Guns
2. Orphans
3. Èkó
4. Cry Cry Cry
5. Old Friends
6. ??? ???
7. Champion Of The World
8. Everyday Life


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I Coldplay sono sempre stati considerati una tra le band più rappresentative del pop britannico e, dall’anno duemila ad oggi, hanno continuato con tenacia a rimanere molto uniti. Il quartetto inglese formato dal leader Chris Martin (voce, pianoforte, chitarra), Jonny Buckland (chitarra, cori), Guy Berryman (basso, cori) e Will Champion (batteria) suona insieme da vent’anni e lo scorso 22 novembre ha realizzato l’ottavo album a cura dell’etichetta Parlophone, intitolato “Everyday Life”.

La band ha deciso di presentare il disco in Giordania nella capitale Amman, in cui non erano mai stati, suonando tutte le canzoni dal vivo. Il leader Chris Martin in un’intervista ha affermato che la Giordania è per loro concepita come il paese nel mezzo del Medio Oriente e per questo motivo è stata scelta come location per questo evento molto speciale. Quel venerdì i Coldplay hanno suonato circa per mezz’ora all’alba e poi il live è ripreso nel pomeriggio, all’orario del tramonto. Questo perché “Everyday Life”, uscito a quattro anni da “A Head Full Of Dreams”, è un doppio album composto da sedici canzoni suddivise in due parti di cui la prima è Sunrise e la seconda si intitola Sunset. Si presenta lungo, corposo, concettuale e, ascoltando mano a mano i componimenti, si percepisce che non è solo un disco pop ma tocca la world music, si presta ad influenze medio-orientali e all’afro-beat.

Sono diversi gli argomenti trattati, dalla guerra al razzismo, dalla violenza (Trouble In Town, Guns) al concetto di spiritualità e di fede (WOTW / POTP), dall’amore al cambiamento climatico. Everyday Life” vuole nella sua totalità trasmettere un messaggio, ossia che ogni essere umano è prezioso, è magico e che nessuno deve essere terrorizzato dalla paura. In questi 52 minuti la band suona più liberamente di quanto non abbia mai fatto negli anni passati e inoltre coinvolge tantissime voci diverse, come ad esempio il cantautore Stromae, il musicista nigeriano Femi Kuti (figlio di Fela Kuti), la cantante, compositrice e attrice nigeriana Tiwa Savage,  Jacob Collier, giovane musicista già vincitore di due Grammy nel 2017 e altri ospiti ancora. 

L’inizio è affidato al brano Sunrise, che imposta meravigliosamente il tono del disco: sembra quasi una colonna sonora di un film di guerra, il violino principale fa trapelare allo stesso tempo tristezza ma anche speranza e suggerisce uno dei temi del disco, la dualità bene-male. Church è un pezzo pop, commovente e trascendente, il cristallino falsetto di Martin che incontra ondate di corde, arpeggi di chitarra e poi il contributo della cantante Norah Shaqur che canta alcuni versi arabi che fanno pensare ad un possibile incontro tra Oriente e Occidente, rendono questo momento ancora più  interessante. Tuttavia non tutte le canzoni brillano di luce propria: ad esempio Daddy si consuma in una ballata sdolcinata, BrokEn, incalza con un coro gospel ma il pezzo non decolla e, anche When I Need A Friend non convince del tutto. Il pezzo Arabesque invece è davvero molto buono.

Nella seconda sezione, Sunset, compaiono Èkó, Cry Cry Cry e Old Friends che si srotolano l’uno nell’altro e sintetizzano l’essenza vera dei Coldplay, una band silenziosa in una piccola stanza, così entusiasta di fare musica tutti insieme. Prima ancora compare il brano Orphans, un singolo perfetto per carattere e forza, questo è certamente uno dei momenti principali dell’album. Successivamente troviamo la canzone dal titolo in arabo Bani Adams che riprende un famoso poema di un poeta iraniano. Le ultime due tracce del disco, Champion of the World e la titletrack Everyday Life, sono i momenti più tradizionali, ciascuno con un tentativo di offrire un lieto fine per questo disco.

Alla fine “Everyday Life” dimostra che i Coldplay sono più avventurosi rispetto a quello che tutti pensano da anni. Questo è un lavoro ricercato, con arrangiamenti stratificati, scelte musicali complesse ed un’interpretazione canora adatta. La scelta di questi artisti di non promuovere l’album in tour perché la band è alla ricerca di un modo per fare concerti sostenibili è ancora in piedi e, sia i fan sia la critica sono in attesa di sapere come andrà a finire questa complessa faccenda.

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