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Lucio Corsi – Cosa Faremo Da Grandi?

2020 - Picicca
songwriting / pop

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Tracklist

1. Cosa faremo da grandi?
2. Freccia bianca
3. L'orologio
4. Trieste
5. Onde
6. Senza titolo
7. Amico vola via
8. Bigbuca
9. La ragazza trasparente


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È un’epoca in cui il cantautorato italiano si dedica – il più delle volte con superficialità irritante – a tematiche del tutto legate al quotidiano, e Lucio Corsi deve aver pensato bene di rivolgere le sue idee altrove, ad un mondo fantastico, regno dell’immaginario e della metafora. 

Cosa faremo da grandi?”, secondo lavoro su lunga distanza dell’artista toscano che ama definirsi cantautore glam, è un disco interessantissimo per come cerca di infilarsi nelle crepe di un mercato discografico che si è fatto ormai stagnante, ma al tempo stesso di sfuggire alle sue dinamiche diaboliche.

L’universo di riferimento è infatti ancora una volta quel pop che ha preso in prestito restituendola irrimediabilmente sgualcita l’attitudine e l’estetica indipendente, ma il respiro è quello del cantautorato di culto di Massimo Bubola, Ivan Graziani, perfino Tricarico. E quella di Lucio Corsi è una poetica singolare, che svolazza tra il fiabesco e l’infantile, ma che proprio come quei racconti per bambini e ragazzi che chi ha superato i 30 non può non ricordare con piacere, non disdegna certo di calarsi, seppur sempre dall’alto, in problematiche terrene. 

D’altronde fra conchiglie, gabbiani, onde, macchine del tempo da polso e ragazze trasparenti sono luoghi concreti a fare spesso capolino nei brani in scaletta: la Maremma, l’Isola d’Elba e l’Isola del Giglio della bellissima title-track, la Liguria e Milano di Freccia Bianca, Trieste fanno di “Cosa faremo da grandi?” un’investigazione tanto lucida quanto surreale del male di vivere del nostro paese. Proprio la domanda che da il titolo al disco è una sorta di concept attorno a cui ruotano i nove brani in scaletta, popolati di storie e avventure fantasiose che altro non sono che un invito a fermarsi, tornare indietro, recuperare forze e pensieri, dimenticare per un po’ gli inevitabili fallimenti di una vita.

Lucio Corsi scrive bene, ha una voce autentica e sa gestirsi sia sugli episodi più ruffiani – il glam pop delle già citate title-track e Freccia Bianca, ma anche la barocca Amico vola via – che, soprattutto, sulle sonorità più intimiste della seconda sorprendente parte del disco. In un lavoro che gioca spesso con arrangiamenti pomposi, ben pensati e suonati, ma non sempre a fuoco – i riff di chitarra scippati a David Bowie sono senza corpo – è negli anfratti più spogli in cui si nascondono le perle più luminose: Onde e Senza titolo – tra Dylan e De Gregori – fanno del cantautore maremmano un autentico cantastorie senza tempo, La ragazza trasparente è puro romanticismo, una dichiarazione nostalgica per un amore che non esiste in cui si sente forte la mano di Francesco Bianconi (produttore del disco con Antonio Cupertino), Trieste è una bella e assurda fiaba post-moderna.

Cosa faremo da grandi?” è un inno all’inconsueto e all’imprevedibile, un viaggio fantasioso nelle idee di un artista incisivo e visionario, forse non del tutto ancora compiuto, ma che è sicuramente una bella notizia per il panorama del cantautorato italiano, ormai da troppo tempo in agonia.


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