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Huge Molasses Tank Explodes – II

2019 - Retro Vox Records
psych / shoegaze

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Tracklist

1. Unpainted Sky
2. Dream Within a Dream
3. The Run
4. High and Low
5. No One
6. Wait for Sleep
7. So Much to Lose
8. Giving Up the Ghost
9. Plain 


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Come quando hai voglia di uscire da solo, andare nel tuo club preferito, ballare in mezzo a sconosciuti e ritornare a casa senza ricordare bene cosa sia successo. Le atmosfere del nuovo lavoro degli Huge Molasses Tank Explodes mi ricordano proprio i parecchi venerdì sera passati tra ricordi vaghi, alcool e buona musica.

Sono chiarissime le influenze della scena contemporanea che segue il filone dello Shoegaze britannico. Così ad un primo ascolto, mi sono venute subito in mente alcune somiglianze con i Ride, che ho avuto la fortuna di ascoltare dal vivo.

L’utilizzo di effetti di ambiente per le chitarre, spesso impegnate in riff monocorda, le parti vocali sempre quasi sussurrate, trattate quasi come un loop “sognante”, il muro di feedback prodotto dalle chitarre ed il basso ben scandito, lì dove serve, ci conducono verso luoghi che non si è soliti esplorare all’interno della nostra testa: viaggi, sospensione e aleatorietà.

L’album si mantiene sempre sullo stesso tono. Il sound, strutturato sulle melodie orecchiabili e le chitarre abrasive si sposa a pennello con la catatonia sublime dei loop tipica degli shoegazer. Pare evidente l’attenzione degli Huge Molasses Tank Explodes per il sound. È un ripetersi di volumi altissimi degli strumenti con lunghe melodie, per mezzo di chitarre distorte, riverbero e feedback che si intrecciano con sognanti voci, nebulose e sempre indietro rispetto al muro sonoro.

Credo proprio che starebbero a pennello in una delle puntate della nuova stagione di Stranger Things, soprattutto il brano So much to lose. Ritmica incalzante suoni che sfociavano in distorsioni, riverberi, improvvisi scivolamenti nel silenzio, ad un passo dall’ambient e dall’elettronica, sospesi, incerti e viaggianti. Quasi si trattasse di suoni provenienti da una realtà parallela ed appesi ad un orizzonte lontano. Sembra quasi che da un momento all’altro venga su dall’upside down il demogorgone tra le stratificazioni avvolte dalla nebbia.

Ecco, un po’ tutto l’album sembra avvolto dalla nebbia: evocativo e quasi privo di materialità. Non a caso ho citato il filone Shoegaze, che in inglese significa “fissare lo sguardo sulle scarpe”, proprio perché mi immagino nel mio club preferito, un venerdì sera a caso a fissare le mie scarpe in mezzo a sconosciuti e perdermi tra le note degli Huge Molasses Tank Explodes .

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