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ShitKid – Duo Limbo/ Mellan Himmel Å Helvete

2020 - PNKSLM Recordings
punk rock / pop punk

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Tracklist

1. Get Gealous
2. Feels Like The Movies
3. Should I Go Get Some Beer Or What?
4. Eagles Over America
5. Anger MGMT
6. Blir Svartsjuk (På Dej!)
7. Som På Film
8. Ska Jag Gå å Köpa Öl Eller?
9. Örnar Över Amerika
10. Vredesterapi


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Dopo il bedroom garage-pop del debutto “Fish” (2017) ed il riot-punk adolescenziale di “[DETENTION]” (2019), il duo svedese ShitKid torna a far parlare di sé con un nuovo, bizzarro EP mascherato da LP, sempre per PNKSLM Recordings.

Duo Limbo” si compone infatti di appena quattro tracce, originalmente composte in lingua inglese, poi rimasterizzate in svedese come “Mellan Himmel Å Helvete“(“Between Heaven And Hell”). In altre parole, Åsa Söderqvist e Moa Romanova hanno deciso di coverizzare sé stesse in lingua originale, presentandoci due facce della stessa medaglia: da un lato bikini a stelle e strisce, dall’altro tradizionali vesti scandinave. Se da un lato può sembrare un’idea originale, dall’altro capite bene che ci troviamo di fronte ad un album di 26 minuti con le stesse tracce ripetute due volte. Così, giusto per essere chiari.

Sebbene rimangano fedeli alla struttura-canzone da punk-rock anthems di inizio millennio, Åsa e Moa decidono qui di chiudere gli occhi e lasciarsi guidare da alcuni “pezzi grossi” verso lidi decisamente più grunge: da un lato abbiamo Get Jealous e Anger MGMT, registrate ad Austin (Texas) con Paul Leary dei Butthole Surfers e Josh Freese di Devo e The Vandals; dall’altro abbiamo Feels Like the Movies (la cui coda strumentale vale da sola l’ascolto del disco) e Eagles Over America, registrate a Los Angeles (California) con Buzz Osborne e Dale Crover dei Melvins. La burla ultimissima? Entrambe le tracce arrivano da uno split-EP titolato “Bangers” e rilasciato via Amphetamine Reptile Records la scorsa estate, riducendo così il numero di tracce davvero nuove in “Duo Limbo/ Mellan Himmel Å Helvete” a – rullo di tamburi – due. Ripeto: giusto per essere chiari.

Sembra che nell’ultimo paio d’anni il tandem meno sobrio di Svezia abbia deciso di specializzarsi in troll-music (perdonatemi il neologismo), continuando a transformare progetti inizialmente scherzosi in capitoli discografici. Se da un lato piangiamo l’originalità del sound di “Fish” o ancora dell’EP “This Is It” (2018), dall’altro è vero che ShitKid ha il potere di tenerci incollati allo schermo, neanche fossimo delle amebe che guardano il peggiore dei reality shows. Aspettando la prossima puntata, “should I go get some beer or what?“.

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