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40ena666: canzoni dalla zona rossa

Un giorno sei in Zona Cesarini e quello dopo finisci in quella Rossa. Un giorno il problema più grande è ricordare la figuraccia di Simona Ventura coi Muse a “Quelli che il calcio”, quello dopo non non ti schiodi da “Omnibus” su La7 al mattino, che ti va tutto il latte coi biscotti di traverso.

Adesso calma. Ci si adegua. Ci si abitua. Si sta attenti, ma magari non si telefona a casa di Piero Angela alle 4 del mattino per chiedergli consiglio, che ha una certa età, cazzo, lasciatelo stare. Piuttosto, ecco, concentriamoci su tutta quella musica che per anni ci ha parlato di malanni, quarantena, infezioni, storie orrende di questo tipo facendoci prendere un sacco bene.

Ce n’è un sacco, sapete? Magari prima non ci facevamo caso (certo, a parte i fan della prima ora di Carcass, Dying Fetus e Cannibal Corpse, però ora non vorrei sparare sulla croce rossa, che al momento ci è più utile che mai), ma oggi ci è venuta in mente tutta, o almeno quasi. È un modo per esorcizzare – senza prendere sottogamba il problema perché non va fatto e vi preghiamo di capirlo da soli – e per passare il tempo che ora abbonda, confinati nelle nostre case e nel silenzio delle città fantasma. Però, mi raccomando, lavate bene le cuffie dopo l’ascolto. Le mani speriamo ve le laviate da sempre.

State a casa.

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