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Myrkur – Folkesange

2020 - Relapse Records
folk

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Tracklist

1. Ella
2. Fager som en Ros
3. Leaves of Yggdrasil
4. Ramund
5. Tor i Helheim
6. Svea
7. Harpens Kraft
8. Gammelkäring
9. House Carpenter
10. Reiar
11. Gudernes Vilje
12. Vinter


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Non finisce mai di stupirci Myrkur, nome d’arte della stupenda voce scandinava Amalie Bruun. Se nei precedenti lavori, quelli che l’hanno portata alla ribalta della sua carriera, l’eccentrica artista aveva sfidato i concetti e i preconcetti della pesantezza metal, vestendola di una nuova forma associata ad atmosfere e sperimentazione, con il suo nuovo album, “Folkesange“, Myrkur si immerge in una “vasca di luce”, andando a ritroso alla scoperta delle sue radici scandinave e dei suoi “ricordi d’infanzia”.

Complice, forse, la maternità che da qualche mese è giunta ad addolcirne le intenzioni, con “FolkesangeAmalie Bruun ha trovato il coraggio di svestirsi degli abiti più oscuri portati dalle influenze del metal per penetrare in profondità nelle lande intime e solenni della musica folk scandinava.

In dodici tracce Myrkur è in grado di trasportarci attraverso quelle che sono le sonorità più intime e “rudimentali” della sua terra grazie anche al frutto di un’accurata ricerca orientata verso la tradizione. Un viaggio, quindi, nel passato garantito non solo da un diverso approccio alla composizione ma anche dalla ricerca di suoni “nuovi e antichi” grazie all’utilizzo di strumenti singolari e caratteristici come il Kulning o la nickelharpa.

Così, strumentali quasi interamente acustiche si pongono come fondamentale base di supporto a quelle costruzioni vocali in grado di reggere e risaltare una voce completa, studiata e raffinata come quella di Myrkur, in grado di alternarsi tra cantati incalzanti e ricchi di verve (Fager som en Ros) e picchi di solennità e intimità tendenti quasi ad un’epica dal taglio scandinavo ed inimitabile (Ella).

Folkesange, però, non si presenta unicamente come un pezzo di “antiquariato”. Di fatto si incentra sulla riscoperta di antiche sonorità senza però perdere il gusto per la modernità, andando a finire su sonorità quasi cinematiche, suggestive, garanzia di una perfetta colonna sonora.

Insomma, con “FolkesangeMyrkur riscopre sé stessa, le sue origini e la sua musica riuscendo, con maestria, a portare la sua produzione su un altro livello. Un livello intimo, toccante e infuso di spiritualità e sacralità, in grado di prendere per mano anche l’ascoltatore meno avvezzo al genere e fargli cogliere la bellezza intrinseca di un folk così sincero, così ricercato e, allo stesso tempo, spontaneo.

Un vero e proprio colpo di maestria quello di Myrkur che, già nota per la sua natura musicale eccentrica, cambia le carte in tavola rivoluzionandosi coraggiosamente e riuscendo, comunque, a garantire non solo un prodotto di qualità ma un’esperienza emotiva unica e singolare, capace di far affondare il nostro pensiero nei luoghi più remoti della nostra anima, alla ricerca di quella antica naturalezza ormai persa, a dimostrazione di quanto, talvolta, per andare avanti sia necessario prima fare un passo indietro. Forse anche più di uno.

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