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“America Must Be Destroyed”, i veri eroi indossano enormi falli di gomma

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Esattamente trent’anni fa, nell’ormai lontano 1990, un poliziotto della Carolina del Nord ebbe la pessima idea di sequestrare il gigantesco pene alieno di Oderus Urungus, un orripilante guerriero extraterrestre sbarcato sul nostro pianeta alla guida di un manipolo di mostri con il chiodo fisso della scatologia: i GWAR. L’infausto evento accadde nel corso di una delle tante tournée intraprese da questi paladini spaziali della volgarità più truce – strenui difensori della fede metallara nonostante l’esplicita ostilità nei confronti della razza umana.

Si sa come sono quei bacchettoni degli americani: assistere al concerto di un artista che non ha paura di mettere in bella mostra le proprie vergogne può farli uscire fuori di testa. Per il povero Jim Morrison fu motivo di un processo e di un arresto; al minaccioso Urungus, tuttavia, le cose andarono persino peggio, visto che fu costretto a separarsi da quanto di più prezioso gli fosse stato donato da Madre Natura.

Che poi nel suo caso i gioielli di famiglia fossero semplicemente delle schifose protesi a forma di seppia lovecraftiana – da cui l’affettuoso nome The Cuttlefish of Cthulhu – aveva davvero poca importanza. Quello che contava era il gesto: nessuno poteva permettersi di scappare via con il suo spaventoso pisellone senza pagarla cara. L’atroce vendetta dei GWAR contro i censori e le forze dell’ordine non tardò ad arrivare: si presentò sugli scaffali dei negozi di dischi il 31 marzo 1992, sotto forma di un concept album intitolato “America Must Be Destroyed”.

Passato alla storia come il manifesto politico/demenziale della band del compianto Dave Brockie (ovvero l’uomo dietro la maschera di Oderus Urungus), il lavoro è essenzialmente una tirata satirica contro i falchi del Parents Music Resource Center; una sorta di tribunale dell’Inquisizione che la signora Tipper Gore, moglie del vice di Bill Clinton nel suo periodo di permanenza alla Casa Bianca, aveva fondato con l’intenzione di mettere il bastone tra le ruote ai musicisti più sboccati.

Qui questa terribile cricca di fustigatori viene chiamata Morality Squad: a capeggiarla è tale Edna P. Granbo, una fastidiosissima vecchietta che, “armata con l’ira di Dio”, si scaglia contro i nemici del buon gusto in una battaglia all’insegna dell’ipocrisia (Freedom for all the people/Unless I think you’re wrong). Per fermare l’avanzata dell’esercito dei benpensanti e riappropriarsi del prezioso batacchio da loro rubato, Oderus Urungus e i suoi GWAR si rifugiano in Antartide, dove iniziano a pianificare la distruzione degli Stati Uniti. L’obiettivo viene raggiunto affidandosi a Gor-Gor, un famelico tirannosauro cocainomane che semina morte e terrore in tutti in tutto il Nord America, mentre divora bambini e schiaccia F-16 come fossero moscerini.

Insomma, ormai lo avrete capito da voi: “America Must Be Destroyed” è letteralmente un delirio. Brockie e compagni mescolano hard rock, thrash metal e hardcore in un calderone lurido e fetente, dal quale emerge una poltiglia sonora cafona, kitsch e informe che puzza come le viscere dell’inferno.

Non fatevi strane idee, però: a differenza di quei buffoni dei Lordi, qui non c’è solo parodia. Per i GWAR, infatti, fare musica demenziale non significa semplicemente mettersi in ridicolo, o prendere in giro se stessi e gli altri. Significa saper ridere degli eccessi, prendersi gioco dei tabù, mandare a quel paese i moralisti e difendere realmente la libertà di espressione, senza aver paura di offendere nessuno.

D’altronde, come ci si fa a sentirsi oltraggiati da un gruppo di uomini adulti che si travestono da barbari provenienti da altre galassie? I veri eroi non si prendono sul serio, dicono quello che gli pare, producono musica sgradevole e indossano enormi falli di gomma.

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