Impatto Sonoro
Menu

Recensioni

Dakiniz – Raging Shouts

2020 - Autoproduzione
noise rock / hardcore / punk

Ascolta

Acquista

Tracklist

1. NWO
2. Zulu Radio Star
3. Handbrake
4. Socre One for Satan
5. Sputnik
6. The Mario Bros Nemesis
7. Fucked for Ages
8. Abigail
9. The Last One

Web

Sito Ufficiale
Facebook

I Dakiniz sono un gruppo noise/hc punk parigino attivo dal 2012 nell’ambiente underground della capitale francese. Dopo aver pubblicato due ep, nel 2017 il trio chitarra/voce (Matt), basso (Alex), batteria (Pierre) realizza il primo album “The Taste Is Good but The Smell Is Better”, il cui sound è facilmente riconducibile alle articolate sonorità hardcore punk dei Dead Kennedys e post-hardcore dei primi Fugazi. Tre anni dopo, trasferitisi a Londra, nel Wayne Adam’s Bear Bites Horse Studio i Daikiniz decidono di dare alla luce un secondo lp, un lavoro che abbia un tono più personale e aggressivo. Il 27 marzo del 2020 esce dunque “Raging Shouts”, album che rispecchia appieno la volontà della band di uscire dagli stereotipi del genere hardcore.

Il disco si apre con NWO, brano che getta immediatamente l’ascoltatore tra le grinfie di un cantato nevrotico alla Trent Reznor e di un riff abrasivo per poi, dopo pochi minuti, trasformarsi in una ballata post-rock e, infine, ritornare nella baraonda da cui era partito. Mentre la traccia successiva Zulu Radio Star invoca ancora i Dead Kennedys come principale influenza della band francese, la terza, Handbrake, si affida al post-punk nelle strofe, strutturandosi attraverso fraseggi di chitarra alla Tom Verlaine, e all’hard rock nel melodico e innocuo ritornello che, invece, richiama i Queens of Stone Age di “Songs for the Deaf”.

A rimettere in chiaro le modulazioni hardcore di “Raging Shouts” ci pensano subito dopo Score One for Satan e Sputnik, i due veri e propri assalti sonori noise-punk del disco. Il brano successivo, The Mario Bros Nemesis, invece, risulta l’ennesimo inno ai Dead Kennedys. Fucked for Ages e Abigail, rispettivamente settima e ottava traccia dell’album, rimandano il proprio suono rabbioso ai protagonisti della nuova generazione del punk rock inglese, gli Idles, e al composto noise rock dei McKlusky. The Last One, l’ultimo e migliore brano del disco, si distingue, invece, nei suoi sette minuti e mezzo di durata per la calibrata progressione con cui sonorità punk radiofoniche divengono prima raffiche noise e infine, grazie all’incalzare del basso, una macabra danza tribale.

Raging Shouts”, complessivamente, descrive i Dakiniz: una band capace di creare potenti tracce dal respiro classico che, tuttavia, ancora non riescono a godere di un sound personale e riconoscibile. L’ascolto del disco è comunque consigliato ai fan del genere.

Piaciuto l'articolo? Diffondi il verbo!

Altre Recensioni