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Candlemass – The Pendulum

2020 - Napalm Records
doom metal

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Tracklist

1. The Pendulum
2. Snakes Of Goliath – Demo
3. Sub Zero – Demo
4. Aftershock – Demo
5. Porcelain Skull – Demo
6. The Cold Room – Demo


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Un piccolo ma graditissimo regalo rivolto ai fan più affezionati. È sostanzialmente questo “The Pendulum”, EP di recente pubblicazione che va ad aggiungersi alla ricca discografia dei Candlemass. Non aspettatevi grosse novità: le sei tracce qui incluse non sono state scritte per l’occasione. Si tratta di inediti registrati nel corso delle sessions dell’ottimo “The Door To Doom” e rimasti a prendere polvere per poco più di un anno. L’album datato 2019, accolto trionfalmente dalla critica, ha segnato il ritorno in formazione dello storico cantante Johan Längqvist ed è persino riuscito a ritagliarsi un posticino tra le nomination per la categoria Best Metal Performance ai Grammy.

I venti minuti di The Pendulum rappresentano quindi una sorta di epilogo a un disco che ha permesso alla band svedese di rilanciarsi alla grande sulla scena del doom metal più oscuro, epico e melodico. Tre brani lunghi e tre brevi strumentali per la chiusura di un ciclo fortunato che, a giudicare dalla qualità dell’EP, sembra destinato a esaurirsi assai lentamente.

Ad aprire le danze è la monumentale title track: una fugace introduzione acustica fa da antipasto a un riffone che, ricalcato sul modello di Symptom Of The Universe dei Black Sabbath, ci trascina in una potentissima cavalcata hard rock in stile anni ’70. Inutile dirvelo: i modelli di riferimento dei Candlemass sono legati alla preistoria dell’heavy metal. Oltre alla band di Tony Iommi, il cui esempio aleggia come uno spettro lungo tutte le sei tracce di “The Pendulum”, è forte l’impronta dei Rainbow e dei Deep Purple di Ritchie Blackmore. Gli svedesi, seppur con toni decisamente più pesanti, ne recuperano il gusto per le sonorità orientaleggianti, le melodie conturbanti e un certo misticismo che affiora in maniera importante nella paludosa Snakes Of Goliath.

Al delicatissimo intermezzo Sub Zero segue Aftershock, un roccioso ma abbastanza superfluo assolo di basso gentilmente offertoci da Leif Edling. Più interessante la lenta e solenne Porcelain Skull, promossa con riserva; l’ottima interpretazione da parte di Längqvist purtroppo non fa dimenticare un ritornello particolarmente debole e poco in linea con il resto della canzone.

Un semplice work in progress non ritenuto all’altezza per “The Door To Doom”? Può darsi. D’altronde, la maggior parte dei brani di “The Pendulum” (cinque su sei) sono demo. Di livello eccellente, ma pur sempre demo. Quindi non aspettatevi troppo da questo EP: se volete iniziare a conoscere la musica dei Candlemass, partite da altro. L’ascolto è consigliato soprattutto ai fan, che sicuramente non saranno affatto delusi.

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