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Endless Melancholy – A Perception Of Everything

2020 - Sound In Silence
ambient / elettronica

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Tracklist

1. Damaged
2. Letting the Old Dreams Die
3. Immersion
4. Accross the Barren Land
5. Caught in a Memory
6. Cabo da Roca
7. The Edge
8. Arrivals and Departures
9. As the World Quietly Ends


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“A Perception Of Everything”: è questo il titolo del nuovo album di Endless Melancholy, progetto solista di Oleksiy Sakevych uscito il 16 marzo scorso per l’etichetta Sound In Silence. Un ambient fatto di sperimentazione e di una ricerca elettro-acustica che “si ispira al viaggio e alla visita di nuovi luoghi. È un album che parla dei continui tentativi di vivere in armonia con se stessi e alla ricerca della propria pace interiore”.

Così, in un momento in cui non è possibile viaggiare e vedere il mondo con nuovi occhi, se desiderate fare un breve ritiro in voi stessi per plasmare una percezione diversa di ciò che vi circonda, questo disco potrebbe fare al caso vostro.

Settimo album dell’artista ucraino, arriva a distanza di un anno e mezzo da “Fragments Of Scattered Whispers” e ne prosegue le sperimentazioni sonore, in bilico tra frammenti di melodie pianistiche e ed evanescenti tracce analogiche, confermando ancora una volta un metodo compositivo estremamente empatico ed emozionale, capace di ricreare con le sue vibrazioni tutto lo spettro delle emozioni umane: dalla nostalgia alla solutidine, passando per la bellezza e la malinconia.

L’intreccio sofisticato di pianoforti, sintetizzatori e field recording, contribuisce a creare un senso di pace quase trascendentale: ogni suono diventa impercettbile e indistinguibile all’interno di un tappeto sonoro ipnotico. “A Perception Of Everything si compone di 9 tracce capaci di creare un tempo sospeso, trasportando l’ascoltatore in una dimensione eterea ed onirica, dove il qui e ora smette di esistere, almeno per 40 minuti.

Se nell’ apertura di Damaged, fruscii destrutturati si sovrappongono alle vibrazioni dei synth e ad arpeggi grigi, creando un paesaggio dal sapore malinconico, in Letting The Old Dreams Die, due note di un pianoforte si stagliano in loop su distorsioni che sfumano e che lasciano intravedere possibili pennellate di colore. É come quando scattavi due foto in analogico, senza far avanzare la pellicola: che sia un errore o un effetto voluto, il movimento e il dettaglio creato dalla sovrapposizione dava un fascino particolare all’immagine.

La stessa sensazione si avverte nell’ascolto dei suoni creati da Endless Melancholy che sembrano tradursi perfettamente in una fotografia: ogni frammento e anche il più piccolo dettaglio danno carattere alla composizione e tutto sembra nascere spontaneamente, quasi per caso.

Cupe atmosfere compongono il soundscape di Immersion che con i suoi bassi avvolge l’ascoltatore, mentre in Across the Barren Land il cielo sembra aprirsi e le nuvole lasciano spazio ad una pace distensiva. In Caught In A Memory i suoni del mondo esterno sono le registrazioni sul campo catturate nei viaggi e che compongono la memoria dell’artista, a cui segue Cabo De Roca, una traccia di poco più di un minuto, dove è la natura a parlare con il fruscio del vento: sembra di vederle le onde dell’Oceano infrangersi sulla scogliera.

Dopo la potenza dei sintetizzatori che contraddistingue i due minuti di The EdgeArrivals and Departures, forse il pezzo più nostalgico del disco, ci trascina in una sala d’attesa dove sono i field recording a materializzare la consapevolezza dei ricordi, delle mancanze e della vita che nonostante tutto continua a scorrere. Infine, a completare la catarsi, l’evocativa melodia armonica di As The World Quietly Ends.

Non solo un ambient “mistico” che dosa sapientemente i chiaroscuri melodici e che potrà piacevolmente colpire gli amanti del genere. La ricerca sonora di Endless Melancholy è una guida  per i naviganti di oggi, quelli che cercano nella musica un’ancora emozionale per le piccole sofferenze di ogni giorno e mai come ora sono stati sorpresi in mare aperto, senza un equipaggio interiore.

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