Impatto Sonoro
Menu

Recensioni

Mindforce – Swinging Swords, Choppin’ Lords

2020 - Triple B Records
hardcore / metal

Ascolta

Acquista

Tracklist

1. Swingin Swords, Choppin Lords
2. Fratello
3. Hope Dies In The City
4. Hellscape


Web

Sito Ufficiale
Facebook

Triple B Records sta alla scena hardcore attuale come Sub Pop sta alla nascita del grunge alla fine degli anni ’80. L’etichetta di Boston, città che non ha bisogno di presentazioni per chi è cresciuto con Have Heart, Slapshot, Converge e In My Eyes, sta rivoluzionando in maniera tanto rapida quanto fondamentale l’intero panorama heavy, rubando di fatto la piazza a parecchia concorrenza mainstream. Dagli Ecostrike ai Trail Of Lies, passando per i Magnitude di “To Whatever Fateful End” fino alle giovanissime leve One Step Closer, la label del Massachusetts si sta portando a casa i nomi più caldi e interessanti dell’underground a stelle e strisce, dimostrando una visione a lungo termine di ampissimo respiro.

Tre le band che in assoluto stanno scrivendo il proprio nome con maggior forza ci sono senza ombra di dubbio i Mindforce, quartetto di Poughkeepsie (New York) che ormai non rappresenta più una novità, quanto una bellissima conferma di come tour, release e attitudine possano pagare, prima o poi. Si sa, per molti gruppi tutto inizia con un demo, e i Nostri seguono esattamente questo percorso: le prime quattro tracce escono nel 2016, seguite da altri otto brani l’anno successivo, divisi tra un intensissimo split con i Dead Heat e l’EP intitolato “The Future Of …”. A questo punto, la forza – soprattutto in sede live – dei Mindforce è già ben nota a chi bazzica Bandcamp e YouTube abitualmente, o a tutti i kids che hanno la fortuna di intercettare il quartetto durante le proprie date negli States. Tuttavia, la vera svolta arriverà soltanto l’anno dopo, nel 2018, con l’uscita di “Excalibur”, incredibile full lenght di debutto che lancia definitivamente la band decisamente al di sopra delle più rosee aspettative, siglando con questa release il sodalizio discografico con Triple B Records. 

L’arma a doppio taglio costituita da una prova discografica così ben riuscita e favorevolmente accolta dalla critica non è poca cosa per nessun gruppo: riuscire a ripetersi negli anni seguenti o inciampare malamente, rilasciando materiale meno travolgente e autentico? Beh, i Mindforce superano questo scoglio in grande stile, regalandoci un nuovo EP dal titolo “Swingin Swords, Choppin Lords”, in grado di non far rimpiangere quanto di ottimo ascoltato dal 2016 ad ora. 

Tra riff di stampo Power Trip e No Warning, mosh à la Drain e un particolarissimo stile vocale, i quattro di Poughkeepsie confermano la loro aggressione sonora senza fronzoli, accompagnandoci direttamente in un qualche vicolo di periferia per goderci la loro release seduti a cavalcioni su un muretto, tra Air Max e canotte sbiadite dei Metallica. La title track, piazzata in apertura dell’EP, sferra subito un riff da alta classifica anni ’80, in puro stile crossover. Se i giri di chitarra rimandano mentalmente a tanto, ottimo thrash metal di vecchia e nuova scuola, l’incedere basso/batteria ci porta dritti nei saloni del This Is Hardcore o del Life & Death Brigade Fest, tra gomiti alti e stage diving irrefrenabile. Hope Dies In The City si isserà in pianta stabile come uno dei baluardi targati Mindforce, basti pensare al mosh finale e ai denti che sicuramente farà saltare in occasione dei live della band. Menzione speciale anche per Fratello, traccia numero due, e per i suoi quaranta secondi finali, talmente minimal ma letali da far sembrare tanto hardcore più fittizio e “ripulito” una barzelletta. In chiusura, una corsa a mille all’ora in sella a Hellscape, spaccata a metà da un breakdown maligno, ignorante ma dannatamente funzionale a tutta la release.

In anni recenti, l’hardcore non è mai stato così cool, intransigente e, soprattutto, ben suonato e composto da gruppi che non si risparmiano né in studio né sul palco: i Mindforce, con la loro discografia ampliata da questo attesissimo EP, si ergono tra i capogruppo della nuova scuola made in U.S.A.

Piaciuto l'articolo? Diffondi il verbo!

Altre Recensioni