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Ricardo Donoso – Content

2020 - Denovali Records
ambient / elettronica

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Tracklist

1. Chimera
2. Thought Contagion
3. Kinesics
4. A Consensual Hallucination
5. Data Lake
6. Lexical
7. Simulation & Modeling
8. Forking Path
9. By Conspiracy or Design
10. Crossed Destinies
11. Smile Mask
12. Dies Irae


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Content”è il nono album del musicista e producer brasiliano Ricardo Donoso. A due anni di distanza dall’uscita di “Calibrate”, Donoso si dedica ad una produzione dallo stile concept incentrata sul tema della solitudine. La pubblicazione di “Content” è stata anticipata da una press release/narrazione della monografia di Terry Waite, lo scrittore britannico che, alla fine degli anni ’80, fu preso in ostaggio dai terroristi della Jihad islamica nella città di Beirut. Il suo rilascio avvenne solo 5 anni dopo. Come racconta la sinossi di Ricardo, pubblicata su internet, questa prigionia fu una sorta di prodromo della “cattività occidentale”, vittima dall’estremismo arabo: “Prima dell’ISIS, prima degli smartphone, prima di Internet come lo conosciamo. La sua prigionia è stata spesa principalmente in isolamento. Durante una sessione di domande e risposte, gli fu chiesto di identificare la cosa principale che aveva imparato dal suo calvario. La risposta arrivò come uno shock: non era stato l’apprezzamento per la vita e per i propri cari. Waite dichiarò infatti: ‘L’umanità contemporanea ha perso la capacità di impegnarsi in solitudine produttiva’”.

Le glaciali parole della rinascita di Waite, ormai consapevoli dell’importanza di convivere con la solitudine, si focalizzavano soprattutto sull’incapacità umana di saper essere creativi e prolifici durante l’allontamento dagli altri. Prendendo spunto da questa rivelazione dal sapore profetico, Donoso ha cementato le fondamenta sonore di “Content”, modellando un viaggio sonoro di allucinazioni ed epifanie amiche dell’isolamento. All’uomo sembra facile poter viaggiare in una bolla circoscritta in cui ci si esprime senza condividere. Ma in realtà stare da soli ha un peso che spesso non siamo in grado di reggere. 

Ricardo Donoso nasce a Rio de Janeiro, in Brasile. Trasferitosi presto negli States, sceglie di  risiedere a Boston. Dopo aver esordito come drummer death metal, ha abbracciato la filosofia di una elettronica progressiva che ha sedotto soprattutto il mondo del cinema seriale. L’artista ha infatti partecipato alle colonne sonore di alcune produzioni della HBO. Da solista, invece, ha pubblicato album per le label Denovali, Digitalis, Further Records e Hospital Productions. Oggi il suo sound assume sfaccettature ambient, industrial e techno, senza il timore di abbandonarsi ad un percorso visionario tinteggiato con sfumature dark.  

Chimera apre l’album con note metalliche e un sound artificioso. La claustrofobica reclusione è percepita in un risveglio distratto, ad occhi socchiusi. Siamo seduti in una stanza dalle pareti fredde, dalle quali non penetra alcuna luce. La confusione iniziale lascia presto spazio al caos della mente, atterrita dall’impossibilità di fuga. I battiti interni si confondono con le scariche di pensieri assordanti, che presto graffiano la nostra sensibilità. La track è un miraggio digitale, pura elettronica che parte in sordina ed esplode a metà sequenza con lo scopo di catapultarci in una trance da abbandono inconsapevole.  

In A Consensual Hallucination gli abbagli della mente si mescolano a quelli della vista. Siamo soli, chissà da quante ore. Ed improvvisamente sentiamo il bisogno di creare, di modellare una realtà palliativa che sia in grado di ingannare il tempo che ci sta schiacciando lentamente. Gli strumenti virtuali buttano giù la trama di una fairy tale che sarà la nostra compagna di stanza. Il sottofondo narrativo del beat ripetuto si evolve in un movimento dissonante. I vuoti di memoria ingoiano i pensieri da panico. Improvvisamente la finestra si apre, ma non abbiamo più voglia di uscire. La luce attraversa la parete, siamo finalmente pronti per guardare oltre. Le sonorità si fanno piacevolmente psichedeliche. 

Data Lake gioca con lo sperimentalismo classico dell’ambient elettronica: la riproduzione dei suoni della natura. Il silenzio dell’atmosfera notturna viene risvegliato da un canto flebile di uccelli che sfiorano, in volo,  la superficie di uno specchio d’acqua immerso nel buio. La quiete del sonno è disturbata dall’inquietudine interiore. 

Simulation & Modeling è una track dai suoni tribali. Le dimensioni temporali si sovrappongono, echi del passato attraversano le pareti fisiche della nostra reclusione. Una danza energica si aggroviglia sul pavimento freddo. Interruzioni forzate rendono confusi i passi, generando una caotica immagine offuscata. La simulazione visiva viene modellata seguendo gli istinti ancestrali. I vuoti e le pause si alternano con la frenesia dei tamburi artificiali, la solitudine ci sembra adesso una realtà piacevole. 

By Conspiracy or Design è un onirico ritorno sul pianeta degli uomini. Voci indistinte si sovrappongono mentre immagini della routine da civilità moderna scorrono sullo schermo che appare davanti ai nostri occhi. La vita dell’uomo è una costante rincorsa, una affannosa ripetizione di sequenze. Il sound dark, supportato dall’illusionismo dei synth, riproduce scene apocalittiche di una realtà soffocante, nella quale forse non vogliamo ancora tornare. Smile Mask è il raggiungimento della pace interiore. Tutto è calmo, lucente e pacifico attorno alla nostra pelle. La distensione sonora avvolge la carne in un’aura salvifica. Siamo stati lontano, molto lontano, ma ora è arrivato il momento di guardarsi indietro con prospettive differenti. 

Dies Irae conclude il viaggio, riportandoci in quella natura che ora non appare più così artificiale. Gli ultimi beap delsuono di un elettroencefalogramma si spengono in un rumore piatto da larsen che simula la morte di un io alienato. Prima di giungere alla calma delle note, fragori distorti si fanno aggressivi, forse con lo scopo di farci risvegliare nella nuova realtà con la quale dovremo convivere. 

Nei 12 brani di “Content” ci sono tutte le peculiarità dell’ambient elettronica. L’evocazione di atmosfere e visioni surreali, i brividi da chillout, l’assenza di strutture canoniche, la malinconia dai filtri dark e l’open space di un sound che stimola la fantasia umana. Lo sperimentalismo di Donoso raggiunge una maturità artistica abile, furba e accattivante. 

Un concept album vince quasi sempre sulla critica, creando attorno a se uno scudo dalle molteplici interpretazioni allegoriche in grado di ammaliare il pubblico. 

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