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Princess Thailand – And We Shine

2020 - Luik Records
post-punk

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Tracklist

1.First Time
2.Sonar
3.In This Room
4.Now / Where
5.We Shine
6.Night and Day
7.Into Her Skin


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Nel 2017 dalle ceneri del progetto musicale degli Sound Sweet Sound nasce il gruppo post punk – noise: Princess Thailand formatosi tra Parigi e Tolosa. Al timone e alla voce c’è Aniela, Jean-Baptiste chitarra e tastiere, Jean alla batteria, Patrick alla chitarra e Maxime basso e tastiere. Nel 2018 pubblicano l’album omonimo, nel 2019 fanno uscire alcuni singoli come Parking e arrivano ad oggi belli carichi con il loro nuovo disco “And We Shine“.

Un album che ci vuole ricordare di splendere anche in un momento strano e sconsolato come questo, dove il silenzio delle strade urbane ci scoppia nelle orecchie e dove “nous rions, nous pleurons, nous sentons, nous goûtons… et pourtant nous vivons” come scrivono sulla loro pagina fb descrivendo il disco: “ridiamo, piangiamo, sentiamo, gustiamo… E quindi viviamo”.

Un suono ampolloso, quasi si fosse in uno di quei club inglesi tipo l’Hacienda dei New Order, dove tutti appiccicati si salta, si urla, ci si scuote per ore senza fermarsi mai.  Fin dalla prima canzone First Time, l’animo punk del gruppo esce allo scoperto e ci piace, molto! La voce irrompe nel suono compresso ed elettrizzante  di batteria e chitarra. Suono limpido e talvolta ruvido sono alcune delle caratteristiche di questo album.

Appena parte Sonar sembra di esser travolti dalla batteria come un’onda anomala appena arrivano le tastiere i suoni si fanno alieni, tastiere ritmate e scandite come un codice da tradurre, alla fine il culmine, totalmente rapiti (dall’astronave?). Come se si fosse sul balcone di casa a guardar fuori accompagnate da chitarra e tastiere parte la terza traccia In This Room, malinconica e trascinante.

Più aggressiva e reboante è Now/Where, uscito anche come singolo lo scorso anno, qui non si può far altro che ondeggiare a ritmo cercando di non distruggere niente, con un sentimento quasi orientaleggiante che ti pervade la mente. Termina in un climax potente come un segnale radio di aiuto. 

Ed eccola We Shine, salta! salta! salta! salta! questo ti viene in mente ascoltandola, per poi farti trascinare dal basso e dalla voce. Il pezzo più frizzante di tutto l’album, da mettere al massimo del volume e disturbare i vicini! Finisce. E inizia Night and Day: Aniela apre in maniera egregia e a seguire basso e batteria ti riempiono il petto. La sua  voce ti conduce in un tunnel senza uscita,vorticoso, ipnotico.  Into Her Skin, ultima traccia del disco, pompa e si carica a molla per esplodere a metà durata. La sua voce  corposa mi ricorda la Grace Slick degli anni ‘80 quella dell’album Dreams. Non c’è più differenza tra tastiere corde e batterie tutto si fonda assieme creando un bellissimo finale, con sorpresa!

Un disco strano, intrigante e molto elettrico. Non è consigliato ai deboli di cuore.

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