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Sorry – 925

2020 - Domino Recordings
indie pop

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Tracklist

1. Right Round The Clock
2. In Unison
3. Snakes
4. Starstruck
5. Rosie
6. Perfect
7. As The Sun Sets
8. Wolf
9. Rock 'N' Roll Star
10. Heather
11. More
12. Ode To Boy
13. Lies (Refix)


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Già amici d’infanzia, Asha Lorenz e Louis O’Bryen, cominciano la loro avventura musicale come cover band. Ora, conosciuta come Sorry, la coppia di sede a Londra, propone un indie genuino e carico di energia, recuperando un po’ quel sound, ormai andando perdendosi, dei primi anni 90.

Finalmente dopo tre anni di EP, singoli (gli ottimi “Lies” e “Wished”) sparsi e mixtape varie è appena uscito il loro primo album di debutto, “925”.  Grazie alla produzione di James Dring (noto nell’ambiente per passate produzioni con artisti del calibro di Blur e Gorillaz fino ai più recenti Jamie T o Nilufer Yania) che ha saputo creare un’atmosfera oscura al punto giusto, il disco sforna una miscela di grunge lo-fi con un tocco di trip-hop da ambienti stile bar sotterranei a tarda notte.

Il brano di apertura Right Round The Clock ricorda per certi versi quel post-punk degli ormai defunti Enon. Un pezzo completo, con variazioni di ritmo, batteria dura e spruzzate di un sassofono che anestetizza un po’ il brano appunto cantato da entrambi.

Sulla stessa linea d’onda, troviamo Perfect, dove tipici riff indie di un’accoppiata chitarra basso alla fine ci fa ricordare la gioventù ormai passata. Il disco procede con Starstruck, traccia che offre un attacco memorabile dove il tono di voce più basso di Lorenz allieta un pezzo dove la semplicità è il biglietto da visita. Altra peculiarità del gruppo è la notevole capacità compositiva, dove il mescolare stili diversi produce un piacevole amalgama all’ascolto.

Un contrasto si presenta invece sotto forma di Rock” N “Roll Star, una traccia diversificata in cui chitarre blueseggianti si uniscono a voci indolenti. Anche sei l’intreccio di questi vari pezzi potrebbe risultare schizofrenico, il ritmo viene poi prontamente ripristinato con le vibrazioni esplosive punk di More.

“925” è un disco audace e un prodotto musicale di livello. Curiosamente, pur essendo il gruppo inglese (l’accento un po’ cockney si sente eccome), non si scappa da un suono totalmente americano. In un secondo ascolto, si sente l’influenza di quell’indie giocherellone e indolente (Steven Malkumus dove sei?). Questo connubio USA/UK forse è il coniglio dal cilindro dei Sorry che ridà lustro, per nostra fortuna, ad un genere ormai un po’ dimenticato. Il gruppo deve solo cercare di capire che direzione prendere. Intanto il viaggio dei Sorry è iniziato. Un band da tenere sicuramente d’occhio.

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