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“The Parable Of Arable Land”, il flusso primordiale impazzito dei Red Krayola

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Cosa si intende per “musica psichedelica”? Prima cosa che viene in mente: musica influenzata dall’uso di sostanze stupefacenti. Considerando quest’unica asserzione, il cerchio dei musicisti psichedelici sarebbe davvero ampio, se non addirittura “totale”, comprendendo anche qualche monaco benedettino che dopo aver esagerato col vin santo ha sfornato “Osanna nell’alto dei cieli”. Provando ad aggiungere qualche altra caratteristica in modo tale da lasciare alle loro preghiere i monaci, potremmo dire che la psichedelia è contraddistinta da una visione molto pittoresca della musica, con suoni che cercano di essere la naturale proiezione di un’esperienza stupefacente.

Forse l’aggiunta di quest’asserzione può bastare, i gruppi psichedelici sono davvero vari tra di loro ed è uno dei motivi per cui apprezzo tantissimo questo genere. È libera espressione. Tanti possono rientrare in questo calderone, chi “naturalmente” come i Jefferson Airplane, chi meno naturalmente come i Doors. Poi c’è questo gruppo che non viene spesso indicato tra i principali gruppi psichedelici, forse perché hanno preso troppo alla lettera quell’idea di “libera espressione”. Questo gruppo si chiama The Red Krayola e guardate un po’, descrivevano il loro primo micidiale album come “Free form freak-out”.

Come per “Trout Mask Replica” di Captain Beefheart, al momento di stesura dell’articolo non avevo assimilato a pieno questo lavoro. Conclusi l’articolo su maschera di trota replicata affermando che alla fine nemmeno ci riuscii, non è tanto nelle mie corde. Non come “Trout Mask Replica“, posso anticipare che “The Parable Of Arable Land è entrato alla grande nei miei timpani. All’efficacissimo ed amatissimo test “ascolto passivo” la prima reazione è stata “che cazzo di roba è?”. Il che non fraintendete, è una reazione che può avere conseguenze ambivalenti: o fa cagare brutto o ha trasceso qualche confine. Avendo anticipato che è entrato alla grande nei miei timpani, ovviamente la prima reazione è sfociata nel “ha trasceso qualche confine”.

Perché maschera di trota replicata no e parabola della terra coltivabile sì? Risposta: Free Form Freak-Out. “Trout Mask Replica” è traduzione primordiale delle idee di un’artista dotato di non grandissima tecnica musicale, per usare un eufemismo, “The Parable Of Arable Land” è un diretto prolungamento della mente di Mayo Thompson, senza traduzioni. Le tracce “free form freak-out” non sono altro che figlie di un invito di Mayo ai “Familiar Ugly“, diversi suoi amici, a venire nello studio di registrazione e suonare qualsiasi cosa avrebbe fatto loro piacere. Tali tracce si alternano con le tracce “normali”, dove vi invito a trovare qualcosa di normale, soprattutto nella title-track e Pink Stainless Tail. E la penultima freak-out è forse la più melodica del disco. Insomma, un freak out a più livelli.

Come può piacere una cosa del genere direste voi? Vi dico la mia. Io adoro le idee che stanno dietro la musica, non solo la musica, e gli stati mentali che riesce ad assecondare o creare. “The Parable Of Arable Land” è un flusso puro ed è uno dei miglior esempi di libertà d’espressione in ambito musicale. L’idea di flusso puro e libero è una delle idee che mi piacciono di più. La musica dei Jefferson Airplane e dei Grateful Dead è sì in grado di alterare stati mentali, ma vogliamo parlare della potenza dei Red Krayola? È sicuramente bello ascoltare una certa melodia, per me è bello raccogliere anche (soprattutto) queste “sfumature” e le sfumature di “The Parable Of Arable Land” come accennato precedentemente, hanno trasceso confini.

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