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Orlando Weeks – A Quickening

2020 - PIAS
songwriting / rock / pop

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Tracklist

1. Milk Breath
2. Blood Sugar
3. Safe In Sound
4. St. Thomas'
5. Takes A Village
6. Moon’s Opera
7. All The Things
8. Blame Or Love Or Nothing
9. None Too Tough
10. Summer Clothes
11. Dream


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Orlando Weeks era il cantante e chitarrista della band di Brighton i Maccabees, un progetto indie-rock più che valido ma che, sfortunatamente, nell’estate del 2016 ha annunciato lo scioglimento. Non furono pochi, anche al di fuori dei confini inglesi, i fan che si dispiacquero. L’apice della carriera è stato raggiunto con la pubblicazione del terzo album in studio intitolato “Given to the Wild” (Fiction Records), era il 9 gennaio del 2012. Quel disco, bellissimo – nel singolo Pelican il timbro vocale di Weeks è maestoso – esordì al quarto posto delle classifiche UK. Tutti questi ricordi appartengono al passato. Le cose inevitabilmente cambiano. Non è colpa di nessuno. Semplicemente succede.

Dopo tre anni dall’uscita del libro rivelazione “The Gritterman”, un progetto illustrato per bambini realizzato dal talento creativo dell’ex leader dei Maccabees, il cantautore Orlando Weeks debutta con il suo primo lavoro solista. Il 12 giugno è uscito, a cura dell’etichetta discografica PIAS, “A Quickening”. Possono essere stati parecchi i motivi che hanno spinto l’artista inglese a decidere di intraprendere un percorso in solitaria ma è plausibile che l’essere diventato padre sia stato per lui un avvenimento catartico. L’album presenta una narrazione intima e, attraverso le undici canzoni, emerge la questione della genitorialità costellata da luci e ombre.

La traccia Milk Breath, l’unica scritta dopo la nascita del bambino, mette subito in risalto la vocalità avvolgente di Weeks, qui echeggia subito il verso My son. Nel testo del secondo brano Blood Sugar si legge: Milk and iced chocolate/Thank the stars for the blessed saviours e il ritornello poi incalza Be your blood(Blood)/ Sugar(Sugar). La canzone Safe In Sound è un’altra parentesi molto intensa. Poco dopo tocca al pezzo St. Thomas’ in cui un piano scandisce il breve racconto dettagliato sulla nascita del figlio, e poi è il momento di Takes A Village incentrato sulla città e sul viaggio. Moon’s Opera è romantica e quell’improvviso Hallelujah! è davvero emozionante. A questo punto arriva una delle tracce più belle: All The Things. Sarebbe superlativo ascoltarla anche dal vivo. Suggestiva anche Blame or Love or Nothing. In None Too Tough il cantante recita: I want to dance with someone/ Make a lifewithsomeone e, successivamente, in Summer Clothes, il suo timbro vocale si fonde perfettamente con il suono delicato del pianoforte. Al componimento Dream è affidata la chiusura di questo gioiellino.

In “A Quickening” la potenza delle chitarre è messa da parte per far posto ad altri strumenti dal pianoforte alle percussioni sino agli strumenti a fiato. La voce di Orlando Weeks, riconoscibile in tutti i brani, è l’arma vincente del disco. Il cerotto dell’indie-rock è stato strappato via e l’ex Maccabees sembra proprio esserne felice.

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