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“F♯ A♯ ∞”, simbolismo e rottura degli schemi dei Godspeed You! Black Emperor

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Sono sempre stato dell’idea che sulla definizione di “post-rock” si sia creata con gli anni un grandissima confusione. Mentre nei primi anni ’90 gente come Tortoise, Bark Psychosis, Slint e Labradford cercavano effettivamente di andare oltre al concetto classico di rock (da qui il significato di “post”) per espanderlo in maniera libera e senza vincoli, con l’esplosione di band (seppur ottime sia chiaro) come Explosions In The Sky il tutto ha preso una piega che va esattamente in contrasto con l’idea iniziale, finendo per sfornare gruppi fotocopia e dischi logorroici, standardizzati e spesso noiosi.

A tutti quelli per cui post-rock è sinonimo solo di crescendo strumentali fatti di layers di chitarre con delay e riverberi consigliamo di fermarsi un secondo e provare a tornare indietro nel 1997, quando uno sconosciuto collettivo canadese guidato dai chitarristi Efrim Menuck, Mike Moya e dal bassista Mauro Pezzente dava alle stampe uno dei dischi più originali e influenti del rock a venire.

Registrato all’Hotel2Tango (un loft nel sobborgo industriale di Miles End) “F♯ A♯ ∞” è già dal titolo un lavoro estremamente complesso, criptico e dalle tematiche particolarmente reazionarie ed anarchiche, un flusso di coscienza senza soluzione di continuità in cui influenze ambient, field recording e musica da camera ampliano lo spettro espressivo di una strumentazione tipicamente rock (basso, chitarra e batteria) grazie una formazione espansa comprendente anche archi, glockenspiel e tape loop.

Il giornalista Dave Keenan, proverà a descriverà la loro musica come “tape loop scatologiche”. I tre lunghi brani sono formati ognuno da una serie di movimenti musicali che quasi sempre si evolvono attorno ad un tema centrale, creando un feeling cinematografico ed emotivo intensissimo e sfociando spesso in vere e proprie cavalcate morriconiane come nel finale di The Dead Flag Blues”.

East Hastings (dal un antico quartiere di Vancouver) dal canto suo è talmente efficace nel descrivere, nei suoi venti minuti, un senso di spettrale desolazione che rappresentò di fatto una delle influenze principali per lo sviluppo di “28 Giorni Dopo” di Danny Boyle, che infatti scelse il movimento The Sad Mafioso… come parte della colonna sonora.

La conclusiva Providence, presente solamente nella versione cd, è un saliscendi musicale di quasi mezz’ora tra sperimentazioni rumoristiche, tape loops e momenti morriconiani, costruita con un linguaggio espressivo che si avvicina più certa musica classica contemporanea che al rock vero e proprio.

I Godspeed You! Black Emperor divennero con questo disco una di quelle realtà musicali di rottura, trasversali e capaci di creare un linguaggio talmente personale ed innovativo che molti altri proveranno invano a replicare, fallendo.

Per certi versi “F♯ A♯ ∞ rappresenta ad oggi l’esempio definitivo di una musica che vuole abbattere i canoni musicali classici del rock alla ricerca di una libertà espressiva totale.

Oltre il rock, appunto.

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