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Greg Puciato – Child Soldier: Creator Of God

2020 - Federal Prisoner
post core / synth pop / darkwave / industrial / grunge

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Tracklist

1. Heaven of Stone
2. Creator of God
3. Fire For Water
4. Deep Set
5. Temporary Object
6. Fireflies
7. Do You Need Me to Remind You?
8. Roach Hiss
9. Down When I’m Not
10. You Know I Do
11. Through the Walls
12. A Pair of Questions
13. Evacuation
14. Heartfree
15. September City


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Quanto può essere eclettico un artista nel 2020? Chiedetelo a Greg Puciato e sentite cosa vi risponderà. Ascoltate “Child Soldier: Creator Of God” e non avrete bisogno di risposta alcuna, perché sarà insita nelle quindici tracce del primo solista dell’ex-Dillinger Escape Plan.

Un viaggio caleidoscopico attraverso l’anima di un artista (ribadisco il termine, perché vorrei fosse chiaro a tutti di cosa stiamo parlando qui) che non è mai pago di ciò che ha fatto e che farà, nel suo essere atemporale, capace di gettarsi in una danza folle attraverso le ultime tre decadi di musica come se nulla fosse. Ispirato, ispiratore, gigantesco (non solo fisicamente), una voce che è in grado di sgretolare un muro di cemento armato, di far eccitare un asceta che ha fatto voto di castità, di far piangere e ancora infuriare.

Greg abbraccia tutto ciò che ama in musica, lo stritola e lo rimodella a suo piacimento e poi lo sbatte su una tela bianca e per magia la trasforma in una statua, in una foto, un film. Racconta una storia, anzi, tante storie, che si intrecciano, ed è qualcosa che in pochi oggi sono in grado di fare. Non lui, lui sa, e fa. Fa quel cazzo gli pare, tanto qui c’è solo lui (se non contiamo l’ex compagno Chris Pennie, Ben “Converge” Koeller e Chris “Poison The Well” Hornbrook). Decide di translitterare gli anni ’80 in dimensioni diverse da quelle dei The Black Queen? Dalla finestra appaiono le figure di Temporary Object e A Pair Of Questions, la sintesi di un Peter Gabriel diafano e ultraterreno, gli intrecci synthwave che alzano una barriera di neon nella notte buia delle città decadenti, Down When I’m Not agguanta il cuore calzando guanti di latex per stringerlo in una raggelante morsa post-punk.

Calca la mano, sbudella i ’90, prende distorsioni e ci piazza su il piede pesante e fermenta il dolore che nasce e cresce nel post metal sanguinante di Do You Need Me To Remind You?, col basso che scortica, Roach Hiss un assalto in full force con un’armata a passo lento di marcia che diventa orgia hardcore di schegge di vetro impazzite, il monstre Fire For Water come un’ulcera che cresce sulla lingua e il grunge impallinato con proiettili dal calibro esagerato di Deep Set (la copertina del singolo giustamente dedicata a quella che racchiudeva “Louder Than Love” dei Soundgarden non è solo tributo, è ringraziamento e vive nel pezzo), e sono David Tibet e Dave Gahan che entrano in risonanza con l’ugola di Greg su Heartfree, in cui la distorsione è serva dell’ombra? No, è tutta farina del suo sacco e sì, eccoli lì, col colpo di grazia di un piano languido e lacrimevole.

E le ballad, quelle che spiazzano, con i Team Sleep in testa che emergono tra archi e sintetismi leggiadri nella straziante perla pop Through The Walls, l’indie stordente in You Know I Do, e, dove non c’è spazio per la leggerezza, ecco September City in tutta la sua enorme, monolitica spazialità, come se una meteora shoegaze si fosse ingrandita al punto da risultare pesante come cento pianeti. Resta solo spazio per l’industrial mangianervi che si prende tutto sulla collerica Evacuation e tra gli schianti noise della disgregante Creator Of God.

Child Soldier: Creator Of God” è un progetto che definire ambizioso sarebbe il proverbiale eufemismo. Un lavoro che va oltre la completezza e l’ispirazione, che definisce un artista come pochi ne son rimasti. Un disco capolavoro (che non avrà il successo che si merita, men che meno sulle nostre latitudini) in un’epoca in cui non ci si aspetta più che ne escan molti.

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