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Linaire – Linaire

2020 - Autoproduzione
art-pop

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Tracklist

1. Feeling
2. No Part of Me Ever Dies
3. Go In The Morning
4. The Inside, The Outside
5. I'll Buy You Lunch
6. Best I Can
7. Oh Who
8. Snowshoe
9. Worked That Way
 10. Long Long Line


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Come gli oggetti di antiquariato in plastica, come la Musica poeticamente lucida. Linaire è il nome d’arte della cantautrice canadese Anna Atkinson. La pianta erbacea le cui foglie ricordano quelle del lino, la linaire appunto, dà anche il titolo al suo primo e omonimo album. Nei 10 brani di “Linaire”, un’autoproduzione art pop made in Québec, fiorisce un sound polistrumentale, contemporaneo ed elettronico.

Anna vive nella gelida e cozy Montreal. Il suo profilo Instagram è un collage di foto quotidiane (pane fatto in casa) ed immagini della natura (piantine e fiori che sbocciano sui davanzali delle finestre).“Learning everything I can about the nervous system”, si legge nella presentazione della pagina insieme al “motto witty” “working on my handstand”. Ansia, esplorazione del presente, curiosità e ricerca della propria identità sono i temi principali di questo album in cui convivono beats elettronici e synth dai toni eterei.

No Part Of Me Ever Dies è un’estrema ma non conclusiva confessione esistenziale. Nella track ci sono tre punti di solennità. La voce di Anna, il coro angelicato di sottofondo e la simulazione di un organo liturgico da parte di un omnichord (suonato proprio dalla Atkinson). Le parole di Linaire diventano trascendentali, vanno oltre la sfera sensoriale mentre una preghiera di redenzione e speranza si nasconde dietro lo “spare electronic”.

Con Go In The Morning Linaire si fa nuovamente spazio in un coro di voci candide al femminile. Bolle di dream pop volano in cerchio attorno alle sue labbra incarnate che dicono: “go in the morning to the highest space that you can find…”. La materia sonora è una presenza eterea in grado di annullare il senso di smarrimento umano. Sul finale i vocalizzi si confondo nell’eco corale, dopo aver stretto amicizia con i keyboards.

The Inside, The Outside è costruita attorno al contrabbasso di Tyler Emond e alla viola suonata dalla Atkinson. Dentro e fuori, la track si lascia corteggiare dai beats sostenuti e costanti di Alexander MacSween (alla drum machine). Lo voce di Linaire è nuovamente moltiplicata per confluire in un canto caleidoscopico. Best I Can si dà un tono di brit-art pop. Wasting nothing…” è il sunto del testo che fluisce in un bacino di elettronica disadorna. Poco più di due minuti per affermarsi come il brano più contemporaneo dell’album.

L’introverso sperimentalismo di Linaire è ai confini del synth dream pop. Un sound poco glam, “pavido romantic” ma teneramente esistenziale. Nella cover dell’album l’espressionismo pink è protagonista di una picture al femminile. Venature rosa emergono da uno sfondo grigio, ramificano come se fossero vegetazione delicata.

Le struggle individuali vengono sovrapposte a quelle collettive, in un sound art pop da camera. L’incantesimo di Linaire sprigiona energia vitale tra la voce e le mani, tra la bocca e l’omnichord redentore.Un filo dorato impercettibile collega i suoi sogni a quelli dell’audience internazionale.

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