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Travis – 10 Songs

2020 - BMG
post-britpop / pop rock / alt-pop

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Tracklist

1. Waving At The Window
2. The Only Thing
3. Valentine
4. Butterflies
5. A Million Hearts
6. A Ghost
7. All Fall Down
8. Kissing In The Wind
9. Nina's Song
10. No Love Lost


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Dopo quattro anni tornano con un disco di inediti i Travis. Dal 2016, anno di “Everything At Once”, il quartetto guidato da Fran Healy era caduto in un preoccupante silenzio in fatto di nuova musica. Diciamoci la verità: gli ultimi dischi dei ragazzi di Glasgow non erano stati esattamente irresistibili, forse si erano un po’ adagiati sui successi della prima ora.

Per dare una sferzata al torpore latente che iniziava a intuirsi nell’aria, a differenza delle recenti produzioni, Healy è tornato prepotentemente al comando della nave e ha scritto tutti i testi, cosa che non accadeva dai tempi di “12 Memories” del 2003. Inoltre, ha anche curato tutta la produzione, avvalendosi della collaborazione di Robin Baynton, reduce dai successi di Coldplay e Florence + The Machine.

Ecco quindi “10 Songs”, l’album numero nove in studio per i Travis, che festeggiano così i 25 anni di carriera partendo da un’idea molto semplice: riavvolgere il nastro e riprendere le storie in grado di raccontare il loro mondo in quest’ultimo quarto di secolo. Non un’evoluzione, né un “come eravamo”, ma istantanee che servono a tracciare un percorso che chilometro dopo chilometro è ormai diventato una lunga strada.

In realtà buona parte della produzione era già pronta l’anno scorso, ma in un impeto di nostalgia la band ha tirato fuori dal cassetto il “Live At Glastonbury 1999”. Per dare il colpo di grazia ai malati di passatismo, parliamo dei tempi di “The Man Who”. Senza tanti indugi, già a dicembre 2019 la macchina si è rimessa in moto: il singolo Kissing In The Wind ha ufficialmente preceduto l’annuncio di un nuovo disco.

A cadenza mensile e dopo le note vicissitudini legate alla pandemia, ecco che da giugno a ottobre sono usciti altri 5 singoli: strategia commerciale forse un po’ controproducente, ma che nel tempo ha reso un’idea abbastanza netta di quale sarebbe stato il prodotto finale.

Il disco, come da titolo, comprende 10 tracce, e inizia con Waving At The Window, un regolare mid-tempo che scorre via senza fronzoli tra pianoforte – suonato da Healy – e arpeggi di chitarra. The Only Thing vede il featuring di Susanna Hoffs delle Bangles, bellissima come sempre e più che mai in forma smagliante: il duetto avviene sulle note di una dolce ballad che sembra perfetta per una di quelle commedie romantiche ambientate nel periodo natalizio.

L’anima più rockeggiante del britpop che fu rivive in Valentine, animata da riff graffianti e cantato sofferto. Butterflies, invece, è un piccolo capolavoro che merita un discorso a parte. Healy è molto legato a questo pezzo, perché parla di un suo zio, morto da bambino mentre inseguiva farfalle. Il leader dei Travis, in un’intervista, ha raccontato che per lui è una canzone che racconta la vita, perché dopo la morte di quel bimbo è nata sua madre, quindi in un certo senso anche il piccolo Fran. E poi, conclude Healy, scrivere una canzone è un lavoro dolce come il battito d’ali delle farfalle.

L’amore finito, visto dalla prospettiva di un uomo lacerato dalla separazione, è il tema di Valentine, la cui ambientazione oscura fa da contorno alla lenta cadenza, che sembra narrare di ore che non passano mai. Ghost fa da contraltare con un ritmo decisamente più elevato, un pezzo il cui video è in alcuni momenti arricchito da un effetto cartoon curato da Clay Healy, figlio di Fran. Con All Fall Down si respirano le atmosfere folk tanto amate dalla band.

Il singolo apripista dell’album, Kissing In The Wind, è un altro lento il cui video ripropone vecchie immagini tratte dai concerti dei Travis e dai numerosi incontri con i fans: roba che rivista oggi mette quasi i brividi. Nina’s Song è un’altra perla, che tratteggia il dolore crescente provato nel realizzare la perdita di una persona cara. Si chiude, ancora malinconicamente, con No Love Lost.   

In definitiva, “10 Songs” è un disco che parla d’amore: in un momento difficile per tutti, secondo Healy e soci raccontare e rappresentare il più intimo dei sentimenti aiuta a venire fuori dalle difficoltà. Il lavoro è breve, essenziale, difficilmente i brani superano i quattro minuti di durata. Ma è un disco ben fatto, che rispetto a “Everithing At Once” – un po’ raffazzonato ed eterogeneo, dà ad intendere la presenza di un’idea di fondo. Merito di Healy, che ha capito di avere qualcosa di importante di cui parlare e l’ha fatto. Ma merito anche del gruppo nel suo insieme, che sfrutta un affiatamento consolidato da sempre per dare forma a quelle idee, al fine di metterle in musica con il solito, inconfondibile stile Travis.

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