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Blood From The Soul – DMS-5

2020 - Deathwish Inc.
post core / math core

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Tracklist

1. Fang Tooth Claw
2. Ascend the Spine
3. Calcified Youth
4. Debris of Dreams
5. Dismantle the Titan
6. Encephalon Escape
7. Subtle Fragment
8. Terminal Youth
9. Sharpened Heart
10. Self Deletion
11. Lurch of Loss
12. DSM-5


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2020, l’anno di grazia di Shane Embury. Prepara il ritorno con l’oscurità che si cela dietro il monicker Dark Sky Burial (e un vento gelido fatto di ambient e post-industrial fa vibrare la spina dorsale), poi sgancia la bomba tornando a terrorizzare il mondo con il nuovo lavoro dei Napalm Death (pazzesco, immenso, debilitante) e per chiudere la partita riesuma i Blood From The Soul. Quando a uno come lui prudono le mani, c’è solo da aspettarsi il peggio. O il meglio, a seconda da come volete che si snodi la narrazione.

Dopo ventisette anni, e senza il leader dei Sick Of It All Lou Koller, il gruppo assume una nuova forma e lo fa annettendo al proprio corpo nuovi arti: Jacob Bannon (che a mio avviso non aveva un granché di interessante da dire coi suoi mediocri Umbra Vitae e coi Converge sempre più distanti), l’ex-Soilwork Dirk Verbeuren (che ora si dà da fare picchiando le pelli con i Megadeth) e il veterano grind Jesper “Nasum” Liveröd. Sostanzialmente super, come gruppo. Sostanzialmente, ad ascoltare “DMS-5”, un colpo di badile sulla nuca.

Caratterizzato da suoni che paiono finire tritati in un macchinario difettoso e sferragliante, il sophomore album che nasce dalla mente e dal cuore di Blood From The Soul è tanto rovente da risultare materiale difficile da trattare. Non è solo una questione di assalto frontale e abbacinante rabbia, ma si fa largo l’idea che per provocare una reazione si debba immergersi molto più a fondo. Così, con nella mente lo spirito industriale europeo dello scorso secolo si fa largo qualcosa che pare salire da uno scantinato in cui la polvere di ferro viene inoculata direttamente nel corpo di chi ci si avventura. Sentite Dismantle The Titan, generatrice di violenza che decodifica melodia e spazialità differenti ad ogni giro di boa, o il post-punk lucifugo di Calcified Youth, roba che non ti aspetti ma che appare all’improvviso.

Anche quando i ritmi si fanno più serrati non si eccede mai nella velocità, facendo rimbalzare i colpi inferti su pavimenti in vinile e metallo: Encephalon Escape ha quel retrogusto Fear Factory che non stufa mai (a meno che non siano proprio i FF a farne uso, oggi come oggi), Terminal Truth e Sharpened Heart scintille math-core che innescano l’esplosione, Debris Of Dream maestria hardcore, Subtle Fragment un aneddoto post-core pronto per gli annali del genere. A svettare in mezzo a tanta esperienza in termini di pura violenza sono le chitarre di Embury che, pur essendo pioniere dell’anti-music per eccellenza, è in grado di somministrare estreme dosi melodiche amalgamandole sapientemente al miglior “rumor vocale” di cui Bannon è maestro indiscusso.

Devo però mettere i puntini sulle i: avrei preferito qualcosa di più disturbante e sci-fi oriented (mi sono fatto distrarre dalla copertina, lo ammetto), qualcosa che gelasse il sangue nelle vene, una sensazione che resta sospesa e che compare solo a sprazzi tra un brano e l’altro – e non in tutti – togliendo un po’ di profondità al risultato finale ma, a conti fatti, va bene così. “DMS-5”, ve lo dicevo già, è una badilata. Direi che basta e avanza, no?

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