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Róisín Murphy – Róisín Machine

2020 - Skint
disco / house

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Tracklist

1. Simulation
2. Kingdome Of Ends
3. Something More
4. Shellfish Mademoiselle
5. Incapable
6. We Got Together
7. Murphy’s Law
8. Game Changer
9. Narcissus
10. Jealousy


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Róisín Murphy, vero nome Roisin Marie Murphy, nata ad Arklow, Irlanda, il 5 luglio 1973, ex voce del duo britannico Moloko, è finalmente tornata. A quattro anni di distanza da “Take Her Up To Monto” la sacerdotessa della nu-disco è di nuovo tra noi. Glitterball rotanti, lustrini, dress code ultra kitch, dancefloor retroilluminati e tanti tanti colori primari accesissimi.

“Róisín Machine, 5’ album in studio per Róisín Murphy , è un disco da clubbing raffinato. Di quelli il cui vinile, in quei tempi remoti ormai andati, avremmo portato agli amici con fare sornione e con sguardo piacione avremmo presentato dicendo: “Ragazzi! Dovete assolutamente ascoltare questo!”.

L’eredità di Moroder, già molto presente ai tempi dei Moloko, si mischia adesso con il sound di gruppi come Daft Punk e Royksoop, senza perdere mai di vista il carisma di artiste del calibro di Tina Turner o Donna Summer. Un album di elegante art-pop che parte subito forte e che sin dai primi battiti ci fa capire quanto ci sarà da muovere anca, testa e bacino.

Più lineare dei precedenti, “Róisín Machine” è senza dubbio uno dei migliori dischi che la regina del coolness ci ha regalato fino ad oggi. La voce è carismatica, sicura di sè, mai sopra le righe, perfetta. I ritmi sono delicati come carezze, ma anche ipnotici e sostenuti allo stesso tempo, per un sound che complessivamente risulta più smaccatamente provocatorio dei lavori fin qui realizzati. Un viaggio profondo, trascendentale, in cui ogni singola canzone istiga al ballo.

10 tracce fatte della migliore musica dance che potrete ascoltare in questo strano anno bisestile 2020. Simulation, canzone di apertura del disco e presente sul web già da qualche anno, è un pezzo che sale di quota molto rapidamente e che ti cattura subito. Ancestrale. Ammiccante.

Già questo mi sarebbe bastato per consigliarvi l’intero disco, ma le successive Kingdome Of Ends, con quel suo crescendo ipnotico prima e Something More, splendido ed elegante pezzo post-disco poi, mi convincono ancor di più. Shellfish Mademoiselle schiaccia di brutto sull’acceleratore dei bpm e ci riporta immediatamente al lounge-jazz/funk dei Moloko.

Incapable, altro pezzo già edito, ci rende impossibile il non lasciar dondolare la testa a destra e sinistra, ma è con il pezzo successivo, We Got Together che il cursore del volume già alto fino adesso, sale ulteriormente che è un piacere. Gli occhi si chiudono, partono le strobo e tra i flash si iniziano ad intravedere sinuosi corpi che si muovono ormai privi di controllo.

Dopo l’apparente quiete di Murphy’s Law, altro pezzo elegantissimo, la navicella stellare effettua una virata nei primi anni ‘80 e il suono si tinge subito di venature synthwave.Gli archi e il pulsare di un basso funk ci introducono Narcissus, pezzo dance di quelli da culmine della serata, quando il dj è il re indiscusso della festa e il tempo ha ormai cessato di essere una dimensione significativa dell’animo umano. Jealousy è un dejà-vu che ci riporta a Sing It Back. 4 minuti e 13 secondi di chitarre funk che ci conducono (ahimè) al finale.

Art-pop d’autore. Fuori da ogni moda perché avanti e oltre le mode del momento. Non c’è angolo di questo disco che non metta in risalto la capacità di Roisin Murphy di essere sempre un passo avanti. Sempre se stessa, ma sempre diversa della se stessa dell’attimo precedente.

La sacerdotessa del dancefloor è tornata, e gode di ottima salute.

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