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Ghostemane – Anti-Icon

2020 - Blackmage Records
trap / metal / industrial

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Tracklist

1. Intro Destitute
2. Vagabond
3. Lazaretto
4. Sacrilege
5. A.I.
6. Fed Up
7. The Winds of Change
8. Hydrochloride
9. Hellrap
10. Anti-Social Masochist Rage [ASMR]
11. Melancholic
12. Calamity
13. Falling Down


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È difficile trattare di un artista così controverso e ancora così poco conosciuto come Ghostemane (al secolo Eric Whitney), che però non è certo un debuttante: ha cominciato ad esibirsi e a pubblicare dieci anni fa, costruendosi pian piano una certa identità nel mondo underground, e solo ultimamente sta venendo sempre più apprezzato dai più, complice il suo stile eclettico e i suoi videoclip in stile horror basati su cartoni animati. Ma ciò che colpisce maggiormente è la sua musica, che si potrebbe definire come una fusione di elementi che incorporano trap e metal, accompagnati da un cantato aggressivo, molto spesso scream (non a caso è stato definito come un perfetto connubio tra i Nine Inch Nails e i Three 6 Mafia)

Una combinazione pericolosa, ancora poco accettata, questo è sicuro. Ben riuscita? Tutto sommato la risposta è affermativa, soprattutto dopo aver ascoltato “Anti-Icon”, ottavo full-length della sua carriera. Un progetto ambizioso, che segna una svolta per l’artista: per la prima volta, infatti, il lato metal ha preso sopravvento sul resto, in un contesto in cui le basi trap sono sostituite da breakdown potenti e riff di chitarra aggressivi, senza contare gli innumerevoli elementi hardcore ed elettronici.

Le 13 tracce, come ormai di consuetudine nel suo stile, sono molto brevi (circa due minuti), e ognuna confluisce nella successiva, creando una sorta di flusso continuo, dimostrando ancora una volta di sapersi destreggiare perfettamente dal punto di vista musicale (sì, le musiche e le produzioni sono sue), senza tralasciare però i testi, di fondamentale spessore.Le danze si aprono con Intro.Destitute, una breve introduzione caratterizzata dal suono di un allarme tornado che si ripete incessante fino alla comparsa dei veri protagonisti di questo “Anti-Icon”, chitarra, basso e batteria.

Vagabond è sicuramente uno dei pezzi più riusciti di Ghostemane: da una base tipicamente trap, si trasforma nel giro di pochi secondi in un vortice di breakdown inviabili a qualsiasi metal band, trasportando l’ascoltatore dritto in Lazaretto, terza traccia, in cui si tratta del suicidio e dei demoni che lo tormentano, che vestono qui i panni di un personaggio molto amato della nostra infanzia, Topolino, che finirà brutalmente assassinato dal cantante alla fine dell’inquietante videoclip da poco pubblicato su YouTube. Nelle successive Sacrilege e A.I. (primo singolo), emerge la tematica fondamentale di tutto il disco: la distruzione del concetto di icona.  In un’intervista, Ghostemane ha portato alla luce una grande verità: tutti al giorno d’oggi e con la diffusione dei social media possono essere considerati delle icone. Ma lui non ci sta. “If that’s an icon, it’s not what I want to be” (“Se questa è un’icona, non è quello che voglio diventare”).

E dopo aver calmato le acque con The Winds of Change, unica strumentale, si entra nella seconda parte dell’album, che ci accompagna verso un finale più sottotono rispetto a com’era iniziato il tutto, ma non per questo di minor importanza. Ci ritroviamo di fronte a pezzi come Hydrochloride, che tratta della dipendenza da oppiacei, da cui il trapper sembra essersi ripreso, e Hellrap, forse il più hip hop di tutti, senza contare l’interessante riferimento ai Mayhem in Melancholic, in cui si riconosce chiaramente verso la fine la melodia di “Freezing Moon” suonata al piano (come se volesse stabilire un continuo legame tra passato e presente, tra i suoi maestri e il suo stile).Alla luce di quanto emerso, dunque, Ghostemane merita la nostra attenzione e il nostro riconoscimento? Assolutamente sì.

In una scena metal ormai cristallizzata e sempre più chiusa in sé stessa, è del tutto normale che siano in molti a criticare gli artisti che provano ad approcciarsi a questo genere con delle proposte considerate troppo azzardate. Molto spesso rimangono confinati nel mondo dell’underground, non riuscendo a farsi conoscere. Ma ora, dopo anni di tentativi, sembra che Ghostemane stia riuscendo ad emergere, portando molti giovani ad esplorare nuovi modi di fare musica e dando respiro ad un genere che, ormai, resta confinato per lo più ai grandi nomi del passato, senza spazio per alcun tipo di novità sostanziale.

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