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Soilwork – A Whisp Of The Atlantic

2020 - Nuclear Blast
melodic death metal / progressive

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Tracklist

1. A Whisp Of The Atlantic
2. The Nothingness And The Devil
3. Feverish
4. Desperado
5. Death Diviner


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In barba a tutte le regole del mondo discografico, i Soilwork hanno appena pubblicato un EP così lungo che potrebbe benissimo essere scambiato per un full-length. C’è tuttavia un motivo se “A Whisp Of The Atlantic”, che consta di appena cinque tracce, sfiora i trentasette minuti di durata: la title track. Ovvero la ragione stessa per cui la band svedese ha deciso di sfornare questo lavoro. L’onere di presentarci il nuovo volto del quintetto di Helsingborg spetta a questa epica suite di un quarto d’ora che, stando alle parole del chitarrista David Andersson, dovrebbe finalmente mostrarci in tutto il suo splendore il vero potenziale dei nostri.

Che dire? I risultati sono effettivamente alquanto impressionanti. Si tratta di una piccola perla progressive dall’ampio respiro melodico che, nonostante una struttura tipicamente metal impreziosita da riff spaccaossa, assoli al fulmicotone e giochi di armonie tra le sei corde, sorprende con una serie di eleganti interventi da parte di archi e pianoforte. Per non parlare della chiusura in chiave jazz! Peccato solo sia estremamente breve e un po’ troppo “staccata” dal resto del pezzo, quasi fosse stata aggiunta più che altro per farci fare un fischio di apprezzamento.

Il viaggio prosegue con The Nothingness And The Devil, un brano maggiormente legato alla tradizione del melodic death metal che però, a dirla tutta, colpisce principalmente per la bella coda strumentale dal sound soft e raffinato. La natura seria e matura dell’EP viene improvvisamente spazzata via dalla linea di synth che apre l’orecchiabilissima Feverish, un esperimento divertente e senza troppe pretese in cui l’hard rock radiofonico degli anni ’80 incontra i suoni pesanti più moderni e compatti.

Con Desperado si torna a correre veloci, tra gli screaming vocals di Björn Strid, un esplosivo riffone da manuale e vari tecnicismi che ben si sposano con lo spirito classicheggiante e over the top della canzone. Le danze si concludono con l’anthemica Death Diviner, una traccia dalle atmosfere grandiose che alterna passaggi muscolari (tipo la doppia cassa sul ritornello) ad altri più distesi e, perché no, persino rilassanti.

Pomposo, esagerato e granitico: “A Whisp Of The Atlantic” non conquista ma convince, facendo ben sperare per il futuro di un gruppo che, nonostante l’età, ha ancora dei talenti nascosti. 

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