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Death From Above 1979 – Is 4 Lovers

2021 - Everything Eleven
dance / punk / noise

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Tracklist

1. Modern Guy
2. One + One
3. Free Animal
4. Y.C. Power Elite, Pt. 1
5. Y.C. Power Elite, Pt. 2
6. Totally Wiped Out
7. Glass Homes
8. Love Letters
9. Mean Streets
10. No War


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Tra le poche cose che contesto ai Death From Above 1979 c’è il nome: una band che si chiama così dovrebbe suonare metallo pesante e oscuro, non i capolavori di divertimento da dancefloor punk ai quali Jesse F. Keeler e Sebastien Grainger ci hanno abituato ormai da tempo. A quattro anni di distanza da “Outrage! Is now”, il power duo canadese torna prepotentemente con “Is 4 Lovers”.

Almeno in patria, i Death From Above 1979 – che si sono resi protagonisti, loro malgrado, di alcune controversie legali sull’utilizzo del nome, poi abbinato all’anno di nascita di Grainger – sono pionieri della forma espressiva che propongono, vale a dire un mix tra dance, punk e noise portato avanti ostinatamente in coppia. Jesse al basso e ai synth, Sebastien alla batteria, entrambi alla voce. No chitarre, no agenzie, astenersi perditempo. Questi sono i Death, prendere o lasciare.

Come detto, ci eravamo lasciati nel 2017 con “Outrage! Is Now”, un disco come al solito godurioso e molto elettrico. Alla ripresa dei lavori per le nuove incisioni, l’obiettivo dichiarato dai due di Toronto è stato da subito “più di tutto”: più punk, più rumore, più movimento. Per riuscirci, rispetto al recente passato sono stati aggiunti elementi nuovi, su tutti l’elettronica, che diventa dominante.

“Is 4 Lovers” è stato anticipato dal singolo One + One, che dalla band stessa è stato definito il karmic sequel di Romantic Rights, datato 2004 e inserito in “You’re A Woman, I’m A Machine”, fortunato esordio sulle scene dei DFA. Il singolo fa parte di un trittico iniziale di un album che potremmo definire diviso in momenti. Della prima terzina fanno parte anche l’iniziale Modern Guy, che mette subito le cose in chiaro dal punto di vista dell’adrenalina, e Free Animal

Poi c’è N.Y.C. Power Elite, un pezzo diviso in due parti nel quale, saltellando, facciamo un viaggio indietro nel tempo, a cavallo tra i ’70 e gli ’80, con passaggi che ricordano quei mattacchioni dei Sigue Sigue Sputnik. Tempo pochi minuti ed eccoci nel decennio ’90: con Totally Wiped Out si respira quel groove tipico della scena techno punk che fa tanto Prodigy e Chemical Brothers.

Nella parte finale i tempi rallentano e le atmosfere si fanno via via meno dense. L’ultima curva è rappresentata dall’electro pop di Glass Homes, prima di tirare fuori i fazzoletti con la romantica Love Letters. Il copione è rispettato da Mean Streets, a meno di una – sconsiderata e sinceramente inspiegabile – accelerazione noise nella parte centrale. I giochi si chiudono con l’oscura psichedelia di No War, una sorta di anti-inno con chiari riferimenti politici (Peace is my point of view / No war! / Why is that so hard to sell?).

L’obiettivo dichiarato di aggiungere cifra musicale rispetto al lavoro precedente è stato raggiunto: “Is 4 Lovers” è più di tutto rispetto a “Outrage! Is Now”, ma questo non sempre è un aspetto positivo. In qualche passaggio i Death si lasciano prendere un po’ troppo dalla foga, con il risultato di saturarne eccessivamente l’ascolto. 

Resta comunque apprezzabile il cambio di registro da una struttura tipicamente punk a un impianto noise sorretto da una solida base elettronica. I fans storici adoreranno questo disco, chi non ha mai ascoltato i Death From Above – 1979 o meno – prenda “Is 4 Lovers” come un ottimo punto di partenza per conoscerli.

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