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Recensione: August Burns Red – Guardians Sessions

2021 - Fearless Records
metalcore

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Tracklist

1. Standing In The Storm
2. Icarus
3. Chop Suey!
4. Westworld
5. Paramount (Reprise)
6. Extinct By Instinct (Reprise)


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Dopo poco più di un anno dall’uscita di “Guardians”, il loro ultimo studio album, la band di Lancaster Pennsylvania ci propone un breve EP intitolato “Guardians Sessions, composto da due singoli, una cover, tre brani strumentali di cui due reprise di omonimi pezzi del sopra citato full length.

Gli August Burns Red non sono nuovi alla pubblicazione di EP legati al loro ultimo lavoro in studio, infatti la stessa cosa era successa per “Phantom Anthem”, al quale era poi seguito “Phantom Sessions”: come al solito hanno soddisfatto i loro fan e/o amanti del genere, visto che il livello musicale si mantiene sempre qualitativamente alto e pulito, seppure non eccessivamente riconoscibile ad un orecchio non prettamente predisposto.

Già a partire da dicembre 2020 i nostri rilasciano la cover di Chop Suey! dei System of a Down, per poi proseguire con un release mensile fino al marzo di quest’anno con i release di Icarus e Westworld.

L’EP si apre con Standing In The Storm, dove la tempesta in questione si sente eccome: il brano ha un un incedere quasi marinaresco, incalzante, partendo subito a bomba con riff potentissimi ma anche parecchio melodici e orecchiabili; a seguire Icarus con i primi versi ci trasporta esattamente nel background dell’omonimo mito greco (have courage to reach for the stars”) con un incipit potentissimo, che non ci fa minimamente presagire il ritornello  clean voice.

E decisamente un’ardua sfida rendere Chop Suey ancora più arrogante, ma gli August ci riescono egregiamente: senza far perdere l’identità del brano originale, riconoscibilissimo, sono riusciti ad adattarlo alle proprie sonorità e, perché no, a migliorarlo in una chiave ancora più martellante.

Atmosfere flamenco-western-latineggianti in un brano strumentale? Assolutamente sì, e non solo, perché in Westworld rimbombano anche echi dei primi Trivium e Buckethead.

Come detto, l’EP si chiude con due reprise di brani presenti in “Guardians”, i quali restano sulla falsa riga del mood sopracitato in Westworld. Le parti strumentali sarebbero state forse valorizzate di più come coda di un brano unico con i loro omonimi predecessori, per cogliere al meglio tutte le sfumature nell’insieme.

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