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Il compromesso dei Metallica: “Load”

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Lo sappiamo tutti quanto è stato difficile aver dovuto passare oltre sugli sbagli dei Metallica. La metà degli anni novanta per la band sono stati duri e intensi, un grande compromesso che il quartetto cercava di trovare e capire, soprattutto James Hetfield (ma ci arriveremo più avanti). Dopo il successo planetario del “Black Album o “Metallica“, tra l’altro per molti considerato un disco opinabile, la band ritorna in pompa magna con la “travagliata” collaborazione con Bob Rock, per un album che, probabilmente, si trova nell’abisso della discografia del gruppo, e ogni volta che si affronta questo argomento, anche sul disco successivo, spesso e volentieri bisogna fare molta attenzione a quello che si dice. Correva l’anno 1996, e per molti è stato un campanello di allarme quando la band comincia a tagliarsi i capelli e indossa abiti stradaioli. Ma non è tutto, per la prima volta la band utilizzò un altro logo, disfacendosi del vecchio con prima ed ultima lettera a grandi dimensioni (la “M” assunse una forma quasi a shuriken, usata anche in dischi ed artwork successivi).

Il songwriting rinuncia quasi completamente allo stile thrash metal che caratterizzava il sound della band negli anni 80. I Metallica hanno elencato diversi artisti e band da cui hanno preso ispirazione durante la scrittura di Load, tra cui Kyuss, Alice in Chains, Soundgarden, Primus, ZZ Top, Pantera, Corrosion of Conformity, Ted Nugent, Aerosmith e anche atti più tradizionali come Oasis, Alanis Morissette e Garth Brooks. Ciò ha portato “Load” ad avere un suono molto più ritmato e mid tempo ed una buona dose di groove. Al posto dei riff staccati, Hetfield e Kirk hanno sperimentato toni e stili basati sul blues rock e il country. Inoltre, Ulrich ha adottato un approccio minimalista alla sua registrazione di batteria, abbandonando la velocità e gli schemi complessi di doppia cassa degli album precedenti e utilizzando tecniche e stili di batteria più semplici. Allo stesso modo, i temi dei testi dell’album mostrano un sorprendente allontanamento dai soggetti precedentemente sociali e politicamente carichi dei Metallica.

Photo: Jay Blakesberg

Molte delle tracce di “Load” discutono temi della depressione, tra cui Bleeding Me, Until Sleep parla della lotta persa tra sua madre e il cancro, mentre Mama Said è dedicata alla morte della stessa. Altre canzoni, come The House Jack Built e Cure, discutono temi della dipendenza da droghe e alcol, e Thorn Within e Poor Twisted Me riflettono le lotte di James Hetfield contro la depressione. Con 79 minuti di durata, “Load” è l’album in studio più lungo dei Metallica. Con la lunghezza del CD a 78:59, le prime stampe dell’album sono state affisse con adesivi che vantavano il suo lungo minutaggio. The Outlaw Torn doveva essere accorciata di circa un minuto per decisioni interne, ma si può trovare la versione completa tranquillamente nel web come “The Outlaw Torn (Unencumbered by Manufacturing Restrictions Version)”, con una durata di 10:48. Una spiegazione sul retro del singolo ha dichiarato:

Quando stavamo facendo il sequencing finale dell’album ‘LOAD’, la casa discografica ci ha detto che non potevamo andare un secondo oltre 78:59, o il brano e i CD sarebbero saltati. Con le 14 canzoni stavamo correndo per circa 30 secondi, e qualcosa doveva essere scartato, quindi la jam alla fine di “Outlaw” è stata tagliata.

Ma la critica cosa pensa? “Load” ha ricevuto recensioni contrastanti, diciamolo, ma è stato un successo commerciale fin da subito, debuttando e trascorrendo quattro settimane consecutive al primo posto della classifica Billboard 200 e ha venduto 680.000 copie nella sua prima settimana, diventando così il più grande debutto di vendita dell’anno per la band, e in più è stato certificato disco di platino ben cinque volte dalla Recording Industry Association of America (RIAA) per la spedizione di cinque milioni di copie negli Stati Uniti.

Andando oltre queste cose, la delusione dei fan è molto capibile, lo so, vedere Hetfield con una chitarra resofonica e un cappello da cowboy fa strano. Semplicemente i Metallica volevano uscire dalla loro comfort zone e approcciarsi a qualcosa che sotto certi aspetti è intimo, ricercato, fraintendibile. Ecco perché è consigliabile vedere e sentire questo disco con un ottica diversa, perché fa parte del cambiamento, ed il cambiamento è un grande lavoro interiore che ci porta a mettere in discussione non solo con noi stessi ma anche con chi ci circonda, e i Metallica hanno ricevuto l’effetto negativo. “Load” inconsciamente cerca di far capire che è importante mettersi in gioco e scommettere su se stessi… fatelo anche voi. Buon venticinquesimo anniversario.

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