Impatto Sonoro
Menu

Recensioni

Tomà – ATOM

2021 - Autoproduzione
jazz / elettronica / psych

Ascolta

Acquista

Tracklist

1. A Different You ft. I am Tim
2. Green
3. Outsight ft. Viviane Toebich
4. Water
5. Level 9
6. Blind War ft. Ben LaMar Gay
7. Apart ft Adriàn Dozetas
8. Catharsis ft. Lou Asril
9. Brother
10. Bad Dream ft Esther Esrah
11. Wrong
12. French Scene ft Esther Esrah


Web

Sito Ufficiale
Facebook

Autoproduzione è sinonimo di autodeterminazione. La libertà positiva dell’uomo si esprime in quanto volere e azione, al di là dell’imputabilità delle proprie intenzioni.

Il chitarrista austro-ungherese Tomà Ivanov si lascia guidare dal senso di autodeterminazione, decidendo di autoprodursi con l’aka di Tomà nell’album “ATOM”. Un atomo in reverse che simboleggia il ribaltamento della personalità, delineando i capisaldi del manifesto contemporaneo della Jazz elettronica dalle sfumature psycho. Dodici brani per un debutto in miscellanea che, sempre indipendentemente, riesce anche ad intingere i polpastrelli in cromature liquide di Lo-Fi Funk e Hip Hop.

Cresciuto nel background della chitarristica jazz, Tomà coniuga la raffinatezza estemporanea all’elettronica produttiva, con la quale ha macinato la sua primordiale esperienza discografica. I featuring (Ben LaMar Gay, Esther Esrah e Lou Asril) creano un distinguo tra la sperimentazione ricercata, che si traduce in un onirico trip di jazz futuristico, e l’attaccamento alla dimensione empirica la quale, in maniera imprescindibile, necessità di sonorità immaginifiche per poter raggiungere l’audience più raffinata.

A Different You ft. I am Tim è una intro di circa 5 minuti, incentrata sull’eleganza della voce. Le corde vocali di  I am Tim sembrano prolungamenti del piano, della batteria e dei morbidi synth. Il neo-soul della track è fresco, profondo e necessario. L’incipit di Green ricorda vagamente sonoritàlight alla Stevie Wonder. Il paesaggio lunare, al limitare del crepuscolo, è l’imago di un viaggio in auto coi capelli al vento. Erotico e galvanizzante, il sound si stempera in note “bizzarre” ed ipnotiche. Il trip virtuale a due è cullato da drops sincrone, che tracciano linee green and grey all’orizzonte. Diretto dal regista Dominik Galleya, il videoclip è un cortometraggio chic e simbolistico.

Blind War ft. Ben LaMar Gay, una guerra cieca tra canti tribali. L’intensità degli affondi sui tasti del piano potenzia la voce di Ben che, come un’eco, profetizza i risvolti di una bellica quaestio sentimentale. Le sparks elettroniche illuminano la track leggermente altisonante mentre l’atmosfera somber ci riporta verso primordiali affermazioni dell’umanità.

Un mash up intenso e delicato, pregno di sonorità rimembranti stilemi di note quali Flyng Lotus, Louis Armstrong e J.S. Bach.  L’estravaganza estetica di Tomà è un connubio impercettibile tra erudizione, manierismo e sperimentalismo innovativo. Fluttuante armonia densa che sa plasmare l’ascolto. Fino a farci teorizzare che siamo di fronte ad un prodromo dell’avanguardia discografica internazionale.

Piaciuto l'articolo? Diffondi il verbo!

Altre Recensioni