Impatto Sonoro
Menu

Recensioni

King Gizzard & The Lizard Wizard – Butterfly 3000

2021 - ATO Records
dream pop / psych pop

Ascolta

Acquista

Tracklist

1. Yours
2. Shangai
3. Dreams
4. Blue Morpho
5. Interior People
6. Catching Smoke
7. 02 Killer Year
8. Black Hot Soup
9. Ya Love
10. Butterfly 3000


Web

Sito Ufficiale
Facebook

Diciottesimo album in studio, ai quali si aggiungono due EP e sette live. Detto così sembra la biografia di una band attiva da un trentennio, invece parliamo dei King Gizzard & The Lizard Wizard, che di anni ne festeggiano appena dieci. Non è dato sapere se esista il guinnes dei primati per gli artisti più prolifici, fatto sta che Stu Mackenzie e soci nel solo 2017 hanno pubblicato ben 5 dischi e nel 2020 – in un impeto nostalgico per la chiusura dei concerti – hanno dato alle stampe 6 album estratti da altrettante esibizioni, opera completata a inizio 2021 con “London ‘19”.

Li avevamo già incrociati a febbraio, quando l’uscita di L.W. ha sancito il termine della cosiddetta trilogia microtonale (che comprende anche “Flying Microtonal Banana” del 2017 e K.G.” del 2020), tre interi dischi costruiti utilizzando questo particolare stile. Tra un album e l’altro, nell’ultimo quinquennio la band australiana si è però cimentata – oltre al solito, ottimo rock psichedelico di  Nonagon Infinity – in deviazioni jazz (“Sketches Of Brunswick” East, 2017), progressive (“Polygondwanaland”, 2017) e thrash metal (Infest The Rats’ Nest, 2019): tutta roba di ottima fattura.

Dopo la trottola emozionale e sonora che ha caratterizzato la produzione della band nell’ultimo lustro, quale modo migliore per tornare sulle scene, a quattro mesi di distanza, se non proporre un disco dream pop, dominato dai sintetizzatori? Chi pensa che tutto ciò sia assurdo, evidentemente conosce poco i King Gizzard. Ma la cosa ancor più sorprendente è che “Butterfly 3000” suona bene, come e più dei prodotti di recente fattura dalle parti di Melbourne. 

È un disco estivo, sia musicalmente che nelle leggere tematiche affrontate, naturalmente fuori dal circuito dei tormentoni radiofonici. L’iniziale Yours ci proietta subito in un aperitivo pomeridiano in riva al mare. Il trittico iniziale prosegue con l’orientaleggiante Shangai e la psichedelica Dreams. A questo punto c’è un passaggio un po’ più tetro, con Blue Morpho, uno strascico sperimentale che però ben si lega alla traccia precedente.

Il territorio dreamy è di nuovo battuto da Interior People, stavolta in chiave dance anni ’80. La lunghissima Catching Smoke resta in scia, ma presenta più di un’interessante battuta a tempo dispari. La voglia di ghiacciolo sul bagnasciuga risale inesorabilmente con 2.02 Killer Year, qualcosa che compare anche nei primi minuti di Black Hot Soup, che però chiude con un inaspettato (e poco convincente a dire il vero) finale a tinte dark.

La perla del disco è Ya Love, suoni dolci e sognanti su tempi completamente sparigliati. E’ il preludio ai saluti di Stu e i suoi, con una title track che non sorprende, ma in compenso tiene la media del resto del disco. 

Volendo fare una riflessione profonda, non si riesce a capire come venga in mente a una band di fare un disco come “Butterfly 3000” subito dopo la microtonale, il metal e il prog. Tutto ciò partendo, è bene ricordarlo, da basi garage e psych. La realtà è che ormai l’estate è alle porte, così delle riflessioni profonde non ce ne frega niente. 

I King Gizzard mettono a segno un disco fresco, arioso, godibile, ben fatto, ma soprattutto variegato. Il consiglio è: godetevi la bella stagione, con “Butterfly 3000” in cuffia.

Piaciuto l'articolo? Diffondi il verbo!

Altre Recensioni