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Delving – Hirschbrunnen

2021 - Stickman Records
psych / kraut / prog rock

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Tracklist

1. Ultramarine
2. Delving
3. The Reflecting Pool
4. Wait And See
5. Hirschbrunnen
6. Einstürzende Plattenbauten
7. Vast


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Nick Di Salvo, leader degli Elder, band statunitense ormai da un bel po’ trapiantata a Berlino, è una garanzia sia che si tratti del suo gruppo principale sia che, come in questo caso, si abbia a che fare con il suo primo lavoro solista, con il progetto denominato Delving. Bisogna subito dire due cose, la prima è che stiamo parlando di un disco interamente strumentale e poi che è sostanzialmente suonato per intero dall’artista americano, che oltre alla chitarra, strumento che siamo abituati a vedere imbracciare, suona anche basso, batteria, pianoforte, mellotron e synth, e solamente in tre brani si avvale anche della presenza della sei corde del secondo chitarrista degli stessi Elder Mike Risberg, ormai in pianta stabile nella band da qualche anno.

Hirschbrunnen” risulta essere un disco più rilassato e riflessivo rispetto ai lavori con la sua band d’appartenenza, dove le distorsioni sono più marcate e presenti oltre ad avvicinarsi a sonorità tendenzialmente più vicine all’hard rock. Detto ciò, le derive prog ci sono sempre come nell’ultimo “Omens” della band madre, così come la componente psichedelica sulla scia degli Earthless, il tutto filtrato con una buona dose di kraut rock, influenza che da “Reflecting of a Floating World” degli Elder ha incominciato ad essere più presente ed infine qualche innesto elettronico mirato e dosato con cura qua e là.

Le vere novità rispetto ai lavori con la sua band sono l’assenza della sua stessa voce e la mancanza completa dello stoner, in realtà genere dal quale gli stessi Elder si stanno progressivamente allontanando disco dopo disco rispetto agli esordi o quantomeno è diventata una presenza meno ingombrante all’interno del loro sound. Infine, si percepisce una tendenza ad avvicinarsi a quelle atmosfere tipiche di certo post-rock, dilatate, sognanti ed a volte in crescendo; il risultato finale nei sette brani che compongono “Hirschbrunnen“ è un po’ questo incedere, anche se in realtà si tratta di peculiarità tipiche anche della psichedelia, genere al quale Nick Di Salvo è sempre stato legato indissolubilmente.

Per sua stessa ammissione “Hirschbrunnen” è stato un album dalla lavorazione complessa, in particolare per quel che riguarda il riuscire ad assemblare frammenti di canzoni ed idee partorite negli anni, trasformandole concretamente in brani finiti e compiuti, tanto che tra le righe delle note di presentazione del disco riconosce che se non ci fosse stata la pandemia non sa se sarebbe mai riuscito a farlo.

Tutte le tracce che compongono “Hirschbrunnen“, eccezion fatta per una, sono decisamente lunghe come minutaggio, ma anche questa non è una notizia per Nick Di Salvo, che ci ha sempre abituato nella sua carriera musicale a brani complessi, articolati e nei quali si trovano diversi umori e colori all’interno di una stessa traccia. Tuttavia, nonostante questa caratteristica, non annoiano mai, grazie soprattutto ad una capacità di scrittura ricercata e mai banale anche nella scelta degli arrangiamenti, che in certi casi volgono addirittura vagamente al jazz rimanendo sempre impeccabili e di qualità, e per questa peculiarità emblematica vale la pena ascoltare la finale e variegata Vast.

Hirschbrunnen” è un disco che non aggiunge moltissimo alla discografia già assolutamente più che meritevole di Nick Di Salvo, ma rimane un lavoro ispirato, forse anche più delle ultime prove in studio degli Elder, e soprattutto di piacevolissimo ascolto per un artista che si nutre e vive veramente di musica, inteso non tanto come fonte di guadagno ma come esigenza ed impellenza personale.

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