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Mayhem – Atavistic Black Disorder / Kommando

2021 - Century Media
black metal

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Tracklist

1. Voces Ab Alta
2. Black Glass Communion
3. Everlasting Dying Flame
4. In Defense Of Our Future (Discharge Cover)
5. Hellnation (Dead Kennedys Cover)
6. Only Death (Rudimentary Peni Cover)
7. Commando (Ramones Cover)


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È un EP bello sostanzioso quello che hanno appena pubblicato i Mayhem, padri della scena black metal norvegese nonché protagonisti di alcune tra le vicende più scioccanti e sanguinose della storia del rock. Con i suoi ventitré minuti di durata, “Atavistic Black Disorder / Kommando” si presenta agli ascoltatori come un mini-album diviso in due parti. La prima include del materiale risalente alle sessioni di registrazione del recente full-length “Daemon” (2019) ed è composta da tre tracce. 

Si inizia con la raggelante Voces Ab Alta: una cavalcata furiosa che parte a mille, sotto la spinta delle rapide plettrate tremolanti dei chitarristi Teloch e Ghul, per poi rallentare nettamente in una coda mefistofelica e doomeggiante. Il viaggio procede con la devastante ma non indimenticabile Black Glass Communion. Nulla di nuovo sotto il sole: un buon esempio del classico sound marcio e perfido del black metal scandinavo e niente più.

Da notare però la prova dietro al microfono di Attila Csihar che, tra ringhi spaventosi e vocalizzi da tenore ubriaco, gigioneggia senza pietà. Alla lunga Everlasting Dying Flame va il compito di chiudere in grande stile l’era “Daemon”: un ottimo brano intriso di oscurità in cui si apprezza in maniera particolare il contrasto tra la batteria di Hellhammer, che picchia come il fabbro degli inferi, e il basso di Necrobutcher, che tenta un timido giro melodico. Quasi volesse aprire uno squarcio di luce nel buio più profondo.

Consideratelo pure un minuscolo indizio per una lacerazione che effettivamente c’è, perché la troviamo nella seconda parte dell’EP. Una brusca rottura con il black metal per tornare indietro nel tempo e rendere omaggio ai maestri del punk e dell’hardcore. Quattro cover grezze, luride e cattive per rispolverare le influenze più antiche dei Mayhem: si va dai Discharge di In Defense Of Our Future ai Dead Kennedys di Hellnation, passando ancora per la brevissima Only Death (Rudimentary Peni) e una versione velocizzata e imbastardita di Commando (Ramones).

La band norvegese reinterpreta con passione, rispetto e personalità le canzoni, tra l’altro potendo contare sulla preziosa collaborazione di due ex membri della primissima ora (i cantanti Messiah e Maniac). Non fatevi però troppe aspettative; in fin dei conti, si tratta di un’operazione dal sapore nostalgico che nulla aggiunge e nulla toglie alla storia dei Mayhem. Un EP per fan completisti ma comunque interessante e valido, soprattutto per quanto riguarda i tre pezzi originali. Peccato solo che l’unico vero inedito in scaletta sia Voces Ab Alta

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