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Sufjan Stevens & Angelo de Augustine – A Beginner’s Mind

2021 - Asthmatic Kitty
songwriting / indie

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Tracklist

1. Reach Out
2. Lady Macbeth In Chains
3. Back To Oz
4. The Pillar Of Souls
5. You Give Death A Bad Name
6. Beginner’s Mind
7. Olympus
8. Murder And Crime
9. (This Is) The Thing
10. It’s Your Own Body And Mind
11. Lost In The World
12. Fictional California
13. Cimmerian Shade
14. Lacrimae


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Inutile dire che l’interesse per questo album si concentra sul nome di Sufjan Stevens. Una fama alimentata non poco dalla colonna sonora di “Call Me By Your Name” con pezzi come Mistery Of Love e Visions Of Gideon. Si sbaglia però, a ridurre il musicista a quel guizzo cinefilo, bisogna scavare negli album precedenti per trovare conferma di un talento ben evidente. “Illinois” è stato uno degli album più acclamati del 2005, solo per citare un esempio. Angelo de Augustine è certamente meno conosciuto ma è sufficiente ascoltare un paio di suoi brani per rendersi conto di come Sufjan abbia incontrato il partner perfetto: una collusione di stili e intenti che hanno dato vita esattamente all’album che ci saremmo aspettati. 

A Beginner’s Mind” si presenta come un conceptual album e nasconde un curioso antefatto alla sua registrazione: tutto è nato da un ritiro di un mese in una casa di campagna con altri artisti della Asthmatic Kitty (etichetta discografica americana indipendente). Ogni sera gli amici guardavano un film e le 14 tracce si ispirano proprio a quelle visioni. Niente viene lasciato al caso, nemmeno la copertina: opera dell’artista ghanese Daniel Anum Jasper, e tutto con l’intento di rispondere al non semplice quesito esistenziale “Cosa significa essere umani in un mondo devastato?”. Nella risposta si cela l’idea buddista zen dello shoshin, volta a raggiungere “empatia, apertura, in assenza di giudizio”, come afferma lo stesso de Augustine

Si snocciolano in questa dimensione mistica brani i cui titoli ci riportano un po’ ai banchi di scuola, un po’ ai libri della nostra infanzia. La chitarra di Reach Out ci fa dire “Hey Sufjan, ci sei mancato” e mentre la ascoltiamo sappiamo di dover stare attenti al testo, perché questo è il requisito numero uno dell’album. Vengono raccontante delle storie, un decadimento interiore nel caso della prima traccia, o una disperata richiesta di amore in Cimmerian Shade, ispirata a “Il Silenzio degli Innocenti”. A ogni ascolto si creano piccole bolle di immaginazione diverse, dove veniamo cullati in una psichedelia dolcemente ipnotizzante. Borderline tra ninna nanne e pillole di filosofia per grandi, possiamo scegliere noi a quale livello di profondità immergerci. 

Inutile nascondersi dietro un dito: per ascoltare tutto l’album di fila è necessario armarsi di pazienza e buona volontà, entrare nel mood giusto e non avere niente da fare per una quarantina di minuti. È facile stancarsi di questi ritmi sempre così soft, delle voci sussurrate e spesso sovrapposte, a rischio di una pericolosa monotonia. Ma sappiamo che questo è il genere di Stevens e de Augustine, sbagliato aspettarsi altro. Per quanto lo si ami, siamo autorizzati tuttavia a tirare un sospiro di sollievo alla fine, ed è giusto così, stiamo parlando di artisti da digerire a piccole dosi.

Guardando la tracklist, l’occhio cade sul quinto brano You Give Death A Bad Name e il nostro cervello risponde in automatico “Shot through the heart”, cosa non poi così assurda visto che il primo verso dice (con molta meno energia) “Shot to the skull”. Qui, le tinte sono più fosche e come in tutti gli altri brani, viene anche usato un registro elevato, spesso espresso attraverso flash di immagini e sensazioni: “Feel my embrace, empty the reservoir”. 

A Beginner’s Mind” è un lavoro da apprezzare in slow mood/motion, valido per la volontà di curare la scelta delle espressioni, delle singole parole e delle immagini, cercando la qualità, più che nella musica, nella forza locutoria e illocutoria di due brillanti parolieri. 

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