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Black Marble – Fast Idol

2021 - Sacred Bones
cold wave / synth pop

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Tracklist

1. Somewhere
2. Bodies
3. Royal Walls
4. Try
5. The Garden
6. Say It First
7. Streetlight
8. Celling
9. Ship to Shore
10. Preoccupation
11. Brighter And Bigger


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Il progetto Black Marble, con un’aura fresca ed energica, torna sulle scene con il nuovo lavoro in studio “Fast Idol” ed una nuova produzione garantita dall’etichetta statunitense Sacred Bones, di base a Brooklyn. Il sound di quest’opera mette in mostra una notevole forma carismatica del musicista Chris Stewart, che lungo il suo cammino artistico ha trovato la quadra e una scrittura eccellente, influenzata in parte dalle atmosfere e dalle sonorità anni ’80 complementari alla sua linea vocale corposa che vola leggera su vibrazioni oscure e delicate, per perdersi come in un bacio lungo e appassionato.

Il sound, prettamente wave old school, lascia libero spazio anche a tematiche più dream-pop che possono incuriosire anche le nuove generazioni, con armonie più distese e ampie e testi che catturano l’attenzione fino in fondo, senza mai stonare. Con il precedente “Bigger Than Life” il percorso di Stewart seguiva una scia più culturale, avvolta da sentimenti negativi. In questo nuovo disco invece, si torna ad una scrittura più libera ed emozionante, nella direzione di composizioni elettriche e coinvolgenti.

L’apertura di Somewhere, uno dei primi singoli, apre le porte di un paradiso cupo, in cui il synth si incastra sul ritmo danzante. È una hit leggera e cosmica. L’elettronica spaziale poi precipita velocemente sulle trame di una ritmica stupenda. Segue il tempo magnetico di Bodies che porta in scena uno stato d’animo estremamente personale. Al suo passaggio si manifesta un risveglio felice, che mette il buon umore. Royal Walls invece porta all’orecchio influenze stile Blancmange, con un tiro incalzante, impreziosito dalla drum machine spettrale e da sonorità electro pop. Con Try e The Garden il viaggio prende una piega precisa, attraverso paesaggi caotici post-apocalittici. Le strutture si innalzano in modo energico, come un battito di ali martellante e con una vibrazione surreale.

Say It First è una composizione carica di nuovi sentimenti, che narrano una storia di amicizia e aiutano a dimenticare la solitudine di giornate difficili. Uno dei brani migliori di questo album. Il mondo distopico torna poi in modo struggente con una traccia complessa come Streetlight nella quale, sul groove enorme del basso ovattato sembra unirsi il synth magico di Celling, con una sensazione di tristezza e abbandono.

Verso la chiusura troviamo alcune gemme nascoste, come l’enigmatica Ship To Shore, che abbraccia un tempo perduto e una rivoluzione verso l’umanità, mentre il bridge centrale ricorda le sonorità dei dischi precedenti e l’indie anni 90. Preoccupation è invece il punto più etnico del disco, con un riverbero tecnico e ben strutturato: in questa composizione la voce di Stewart si cimenta su una base solida e matura. Chiudiamo con Brighter And Bigger, una ballata synthwave dove il muro di sintetizzatori rallenta la sua corsa e cambia pelle su di un pianoforte suggestivo. La dolcezza unica che si crea al suo passaggio dipinge un nuovo giorno e un’alba sensazionale.

Black Marble mette al centro della sua musica tutte le qualità sperimentate in questi anni: “Fast Idol” è una nuova perla importante, ricca di sentimenti nascosti che toccano nel profondo di noi stessi.

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