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Nils Frahm – Old Friends New Friends

2021 - Leiter Verlag
sperimentale / classica contemporanea

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Tracklist

1. 4:33 (A Tribute to John Cage)
2. Late
3. Berduxa
4. Rain Take
5. Todo Nada
6. Weddinger Walzer
7. In The Making
8. Further In The Making
9. All Numbers End
10. The Idea Machine
11. Then Patterns
12. Corn
13. New Friend
14. Nils Has A New Piano
15. Acting
16. As A Reminder
17. Iced Wood
18. Strickleiter
19. The Chords
20. The Chords (Broken Down)
21. Forgetmenot
22. Restive
23. Old Friend


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Cosa scrivo ora io su di un disco strumentale, composto da musica inafferrabile, incatalogabile, senza melodie decifrabili? Definizione che peraltro potrebbe attagliarsi all’intera discografia di Nils Frahm. La sua opera può al massimo distinguersi in “musica per solo pianoforte” e “musica con anche roba elettronica”. “Old Friends New Friends” rientra nella prima categoria.

Il disco è una raccolta di pezzi vari che il quarantenne tedesco aveva lasciato da parte negli ultimi 12 anni. Si direbbe che Frahm abbia voluto svuotare i cassetti prima del prossimo disco. È quindi una raccolta, una compilation, ma non si sente. Un filo invisibile sembra attraversare gli 80 minuti del disco. A ben ascoltare, nella maggior parte delle tracce si sentono dei rumori di fondo che non è chiaro se vanno attribuiti ai limiti di una registrazione casereccia, oppure alle meraviglie di una registrazione dettagliatissima. In entrambi i casi, la sensazione che se ne ricava è di una gioiosa intimità serena. Perfetta per questo autunno piovoso da quarta ondata, che viene voglia di farsi il proprio lockdown personale, in compagnia di “Old Friends New Friends”.

Questa è musica per cui non servono molte parole, di sicuro non servono riflessioni. Direi che non è musica che voglia far riflettere. È musica che ti vuole cambiare la giornata, l’umore. “Quando le persone si sentono giù e come se andasse tutto a puttane, almeno possiamo dar loro un po’ di musica e cambiare il loro atteggiamento così la gente non pensa che sia tutta una merda… Questa è la mia religione.” – ha detto Frahm anni fa.

“Old Friends New Friends” persegue perfettamente l’intento. Non è tutto una merda. Esiste ancora, da qualche parte, una musica e un musicista che possono cambiare la nostra percezione delle cose, il nostro stato d’animo interiore. Non si creda che questa sia “musica d’ambiente”, almeno nel senso di “musica di sottofondo”. Questa è musica che, sommessamente, parte dal sottofondo per poi arrivare ai livelli più alti della percezione di chi ascolta, penetrandoti sotto la pelle, creandoti un brivido profondo che dal corpo giunge all’anima. 

Non voglio dilungarmi sui meriti delle singole tracce. Citerò appena il descrittivismo di Rain Take, il R&B sommesso di New Friend, l’impressionismo di The Chords o l’omaggio a John Cage di 4:33. Non sono le singole tracce che contano, ma il movimento complessivo dell’opera, per la quale, in definitiva, non sono ancora riuscito a trovare le parole appropriate. Sarà perché non ve ne sono.

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