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The Chisel – Retaliation

2021 - La Vida Es Un Mus
punk rock / oi!-core

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Tracklist

1. Unlawful Execution
2. Retaliation
3. Come See Me
4. So Do I
5. Common As Muck
6. Nation’s Pride
7. Not The Only One
8. Shit Life Syndrome
9. Tooth And Nail
10. Crocket
11. Sit And Say Nothing
12. Force Fed
13. What Was Mine
14. Will I Ever See You Again?


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Ormai è un dato di fatto: anche in Inghilterra, così come succede negli Stati Uniti da vent’anni a questa parte, i gruppi che suonano bene fanno parte di un entourage, di una cerchia ben ristretta di persone, realtà e luoghi. Conobbi i Chubby and the Gang grazie ai Chisel, band nella quale ha da sempre militato alla chitarra Chubby Charles, cantante dei nuovi paladini del punk rock mondiale. Intorno a queste due band, dicevo, ruota una serie di situazioni, concerti, label e impegno politico che stanno reagendo nel migliore dei modi ai tempi bui che ci hanno accompagnato negli ultimi anni. Londra, insomma, è tornata epicentro della scossa libertaria.

I Chisel avevano scaldato i motori sin dall’inizio di quest’anno, comunque, rilasciando un paio di EP prodromici a questo, nuovissimo, “Retaliation”: non stiamo parlando dunque di un fulmine a ciel sereno. La clashiana Not The Only One era apparsa in un singolone uscito in gennaio, per esempio. Il loro primo disco a lunga gittata nasce da un acuto e minuzioso lavoro di cernita e ricerca sulle proprie sonorità, in continua evoluzione. 

Sempre più primordiali, incazzosi ed arroganti, i Chisel spargono oi!, streetcore e rock’n’roll trovando nuove forme per una sostanza che, fondamentalmente, non è mai cambiata nel corso dei decenni. Le sonorità di questo “Retaliation” sono più marcatamente americane rispetto alla rabbia ironica che caratterizzava “Deconstructive Surgery”, l’EP grazie al quale iniziarono a farsi conoscere. Più Warzone, Negative Approach e SS Decontrol, per intenderci. Se So Do I può essere considerata il manifesto del sopracitato cambiamento, Nation’s Pride ricalca, come costruzione, la vecchia scuola punk europea, rivitalizzata grazie a disastri, anarchia e rabbia sociale.

Si torna poi ai primordi dell’oi! con Tooth And Nail, poi, giusto per mettere in chiaro le proprie radici, mentre Force Fed non rinuncia a rimandi horror e rockabilly. Se il disco inizia con la rabbia NYHC, finisce con due lunghe ballate folk, buttate lì giusto per rimarcare, grazie ad uno spiccato accento londinese, la zona di provenienza dei membri del gruppo.

Fuori per La Vida es un Mus, ovviamente, etichetta di Hackney diventata ormai faro di riferimento del punk rock mondiale. Copertina un po’ troppo Rival Mob, ma ci piace così. 

Vi ricordate i tempi in cui si parlava di “scena”?

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