Impatto Sonoro
Menu

Recensioni

Mastodon – Hushed And Grim

2021 - Reprise Records
alternative metal

Ascolta

Acquista

Tracklist

1. Pain With An Anchor
2. The Crux
3. Sickle And Peace
4. More Than I Could Chew
5. The Beast
6. Skeleton Of Splendor
7.  Teardrinker
8. Pushing The Tides
9. Peace And Tranquillity
10. Dagger
11. Had It All
12. Gobblers Of Dregs,
13. Eyes Of Serpents
14. Gigantium


Web

Sito Ufficiale
Facebook

Hushed and Grim” è l’ottavo album in studio per gli americani Mastodon. Il supergruppo heavy/sludge metal si conferma ancora una volta un top delle scene, con un album diverso che, pur mantenendosi sulle tipiche sonorità melodiche e tenebrose, mette in mostra un nuovo punto di vista musicale. Questa eccellente release, che nasce come doppio album, viene prodotta per l’etichetta statunitense Reprise Records e svela una quantità eccessiva di spunti notevoli, avvolti in una nube enorme di riff martellanti, che lungo le durate infinite dei brani subiscono un evoluzione incredibile. Anche in questo nuovo lavoro, i soli di chitarra lasciano ampio spazio a una qualità tecnica superiore. Infine, la linea vocale si incastra con le strutture dure e virtuose ordite dai Mastodon, che a distanza di anni restano un punto di riferimento unico.

Con l’apertura infernale di Pain With An Anchor notiamo subito un primo cambiamento: il brano appare infatti un tipico esempio di heavy genere metal, ma con una bella linea vocale melodica che si inserisce a dovere sui cambi irregolari. È una composizione complessa che aziona un meccanismo personale. Segue The Crux con il suo segnale oscuro, che esplode a dovere sul giro incendiario della batteria, mentre la voce rauca avvolge la tematica dissonante del brano e il solo di chitarra monumentale. Sickle And Peace è un tipico brano del gruppo, dove le strutture visionarie fanno un lavoro enorme, lasciando un segnale forte all’opera. Nel bridge l’odio represso si abbatte come un temporale, collegando il riff iniziale.

More Than I Could Chew e The Beast, inseriscono nuova linfa vitale al percorso della band. Soprattutto nel utilizzo di nuova strumentazione, in questo caso un synth misterioso e strizzano l’orecchio, anche a sound differenti, come il blues a tinte folk. Senza però lasciare scampo, all’ immenso studio, del progressive anni settanta. Invece un pezzo come Skeleton Of Splendor, si sviluppa lungo la sua durata, in chiave rilassante e malinconica. Con un arpeggio pulito da brividi, fino ad inserire altri elementi, per creare una sinfonia teatrale. Teardrinker è uno degli ultimi singoli di lancio, che mette in luce un ritorno alle origini, vicino a lavori come “Crack The Skye“. Un brano suonato a volumi sostenuti, su un ritornello orecchiabile, che lascia sensazioni drammatiche e emozionanti.

Nel secondo blocco di canzoni, che completano questo album. Ci soffermiamo sulla delirante Pushing The Tides, che cavalca un tiro energico e si divide in due parti, per far convivere gli innumerevoli sprazzi di melodie dolci e furiose. In Peace And Tranquillity il gioco tecnico di batteria e chitarra, apre un nucleo disturbante fuori dal mondo, riprendendo la giusta direzione lungo la strofa, che appare godibile. Dagger è una traccia adatta a un viaggio oscuro avvolti dal mistero e la superstizione, mentre Had It All, si diverte con melodie ripetitive e sussurrate. Il tocco polveroso della band poi, si prende il suo attimo di gloria, sulle note pesanti di Savage Lands, abbandonati in un luogo privo di luce, con un tiro quasi trash metal.

Chiudiamo quest’opera con Gobblers Of Dregs, Eyes Of Serpents e Gigantium. Un terzetto di brani da pelle d’oca, che segnano una chiave emozionante e deliziosa all’intera produzione.

I nostri mastodontici ragazzi di Atlanta uniscono i migliori elementi della loro lunga e virtuosa carriera in un lavoro sorprendente che è un vero e proprio sogno ad occhi aperti.

Piaciuto l'articolo? Diffondi il verbo!

Altre Recensioni