Impatto Sonoro
Menu

Recensioni

Discomostro – Mostropatia

2022 - Professional Punkers
punkrock / hardcore

Ascolta

Acquista

Tracklist

1. Aprile
2. Stuzzicadenti
3. Temporale
4. Troppo
5. Gelato
6. Diciotto
7. Treno
8. Madrid
9. Chessete
10. Perfetto


Web

Sito Ufficiale
Facebook

La ricetta non cambia. Dopo “Mostrofonia” e “Mostroscopia”, ecco “Mostropatia”. I Discomostro, sparsi per la Lombardia orientale, arrivano al terzo lavoro di lunga gittata a seguito un EP di sole cover che aveva scaldato i loro motori prima della fine dello scorso anno.

Damned, Patty Pravo, Dead Kennedys e Circle Jerks rivisitati in chiave nostrana, per dar vita a un dischetto niente male. Ma un album intero, di pezzi propri, ovviamente, è tutta un’altra cosa. Bisogna arrivarci, bisogna suonarlo, provarlo, farlo ascoltare e ascoltarlo da soli, prima che veda la luce. “Mostropatia” è la naturale prosecuzione e la tautologica crescita di una verve che, grazie soprattutto all’inventiva del loro frontman, è diventata una vera e propria onda sonora e attitudinale. Titoli composti da una sola parola, giri rock’n’roll dedicati ad un sentito ritorno stilistico di un punk rock melodico di chiara fattezza Fat Wreck / Nitro degli ultimi anni ’90 e, per completare l’opera, un’arroganza nel trasmettere messaggi ed emozioni con la quale raramente abbiamo avuto a che fare. I passaggi sono molto più rock e molto più cadenzati, e ciò non fa altro che aumentare l’attenzione sulla band anche a livello esteriore, se così vogliamo definirlo.

Rispetto ai precedenti lavori, però, questo “Mostropatia” è nettamente meno incentrato sulla persona di Carlame, a mio avviso. Canzoni come Hollywood e Ciao, vere hits trainanti dei precedenti due dischi, non trovano spazio in questa corsa contro il tempo nella quale si è spinti, con ogni mezzo necessario, a ricercare uno spazio fisico ritagliato in una realtà composta da sentimenti contrastanti e buone maniere. Aprile, pere esempio, dà abbrivio al disco trasferendoci un’atmosfera di precarietà sinora mai vagliata dai Discomostro, così come Diciotto testa, grazie ad un’incessante e poco rassicurante cantilena, le funzioni vitali di una combriccola generazionale distratta ed amareggiata, per la quale la lotta non sembra essere una valida alternativa.

Si parla troppo spesso del concetto di “resilienza”, in questi ultimi mesi. Sembra una parola importante, da utilizzare in momenti topici, ma in realtà non significa granché per i punks che ascolteranno “Mostropatia” dei Discomostro. I motivi sono chiari e non sto qui a spiegarli: sto, in fin dei conti, solamente scrivendo la recensione di un disco, ma è proprio al suo cospetto che ci troviamo a ragionare su come ci si debba muovere in questa situazione. Analizziamo, per esempio, la scansione temporale intagliata da Chessete, che ci fa arrivare al venerdì con un unico e poco nobile obiettivo. Non vi è nulla di celato tra le righe, nulla di difficile interpretazione.

Cosa vogliamo di più?

Piaciuto l'articolo? Diffondi il verbo!

Altre Recensioni