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Helms Alee – Keep This Be The Way

2022 - Sargent House
noise rock / sludge

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Tracklist

1. See Sights Smell Smells
2. Keep This Be The Way
3. How Party Do You Hard
4. Tripping Up The Stairs
5. Big Louise
6. Do Not Expose To The Burning Sun
7. The Middle Half
8. Mouth Thinker
9. Three Cheeks To The Wind
10. Guts For Brain


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Gli Helms Alee sono un progetto noise martellante e molto spesso vengono accostati alla scena indie rock, soprattutto per le linee vocali melodiche e accoglienti. Il loro sound è però caratteristico mescola i diversi generi di nicchia, toccando corde pesanti vicine allo sludge metal vecchio stampo.

Il trio nasce a Seattle,re ca atmosfere lunari e un rock energico d’avanguardia e con i suoi cinque album all’attivo si ritaglia un posto definitivo e originale nel mondo discografico. In questo nuovo lavoro in studio intitolato “Keep This Be The Way” la band ha ampliato di gran lunga la qualità visiva e sonora degli ultimi anni, mantenendo le basi solide all’interno delle strutture per un risultato dinamico e una buona produzione. Il disco viene distribuito dall’etichetta americana Sargent House, che accoglie questo ennesimo percorso personale, un capitolo ricco di personalità.

L’apertura rumorosa dell’album si aziona sulle note rocciose di See Sights Smell Smells, con un timbro macchinoso della batteria che incastra il pianoforte frammentato e le voci malinconiche in un passaggio caotico, fino al tocco sensazionale del sassofono dissonante che trascina l’ascoltatore in un’euforia cosmica. Segue la title track con un riverbero che parte al contrario per avvolgere gli arpeggi di chitarra melodici e un pattern corposo del basso. La voce seducente esplode in un vortice violento e furioso e nel passaggio finale rallenta la sua corsa, su un tiro dormiente. How Party Do You Hard invece accenna una tematica più leggera, basata su un pensiero sensibile e armonioso, con la chitarra a dipingere parabole fumose e significative. La raffica distorta di Tripping Up The Stairs spazza via ogni cosa sul suo cammino, esplorando orizzonti oscuri e aggressivi, un brano strumentale energico e travolgente. Con Big Louise poi si trasmette una sensazione dolce che oscilla su una chiave orchestrale a tratti shoegaze. Il primo trittico di brani si racchiude nella lunga durata in Do Not Expose To the Burning Sun, una composizione preziosa che inserisce una dose di odio represso nell’atto finale insieme a un solo di chitarra avventuroso e d’impatto.

La seconda parte del disco ci invita in un mondo inventato e meticoloso, nella breve e intensa The Middle Half con il violoncello mistico suonato da Lori Goldston. Il classico timbro della band si manifesta nelle ultime battute di quest’opera, come il trionfo di Mouth Thinker su un tiro post-metal che aggiunge sonorità sperimentali e emotive, per poi passare all’ipnotica Three Cheeks To The Wind e il suo tappeto grunge che avvicina l’ascolto a un brano acido dei Melvins. L’album si arresta con la sensuale Guts For Brain inoltrando il cammino in una natura distopica che lascia uno spiraglio sul futuro.

Gli Helms Alee si adattano al momento e al cambiamento radicale del mondo grazie ad una tempesta di emozioni uniche nel suo genere e un bagaglio creativo importante, cercando di ritrovare quella normalità perduta e incerta.

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